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dubbio dal fatto che, per parecchi secoli, il cristianesimo fu fiorente nel loro paese; e tale causa è più che sufficiente perché i costumi di un popolo accusino un cambiamento profondo operato dalla pratica corretta dei precetti evangelici. Malgrado il dispotismo musulmano che li ha saturati di insegnamenti maomettani, i Berberi non hanno perso affatto il ricordo della religione cristiana, ed essi mostrano con orgoglio la croce tatuata che portano sulla loro mano o sul loro braccio. Le tradizioni occupano un posto importante nei costumi dei Kabyli algerini; questo tratto di somiglianza con la famiglia celtica dimostra chiaramente la veracità delle asserzioni di Sallustio. Si può veder fiorire ancora fra essi la stessa costituzione che reggeva una volta la Gallia, tale a quella che Cesare descrisse.
"Si è detto più volte, afferma il generale Daumas nel suo scritto La Kabylie, che la Kabilia era la Svizzera dell'Algeria. Se questo paragone è corretto dal punto di vista topografico, non lo è meno dal punto di vista della costituzione politica. Considerata nel suo insieme, la Kabylia è una confederazione di tribù che si governano da sole, secondo i principi che la tradizione e l'uso hanno introdotto nei costumi.
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