La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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La parola miele, in Kabyle tament, riproduce il concetto che la dolcezza riesce sempre ad addomesticare e domare - to tame (tème), domare, addomesticare, to end, finire,.

I termini punici sono certamente l'espressione esatta delle abitudini di questi popoli, e questa verità si manifesta con forza nel verbo strisciare, in Kab. mour'edh. Per noi, strisciare significa avanzare come un serpente, ma per un Numide, significa inoltrarsi nelle erbe alte di una palude e proseguire senza essere visto - moor (mour), palude, - to head (héd), condurre.

Il verbo prostrare, in Kab. r'ot, ci dice ciò che pensa questo popolo di un uomo che si lascia sorprendere dal caldo, raw (râu), nuovo, inesperto, - hot, caldo, cocente; - bisogna difatti essere senza esperienza del loro sole rovente per esporsi ai suoi calori intensi di certe ore del giorno.

Quando Sallustio ci comunica che i Libici ed i Gaetuli vivevano come i nomadi, dimentica di dirci che la nuda terra non gli piaceva per prendere il loro riposo; era veramente un strato troppo duro; perciò essi avevano cura di rimediare adagiando le loro stanche membra su una buona "stuoia" (natte), in Kab. aguerthil, - to ake (éke), fare male,

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