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infine i Belgi da cui fanno discendere, senza alcuna certezza, i Volci Tectosagi ed Arécomici.
Ci si potrebbe chiedere perché gli storici moderni chiamano Galli o Gaeli i primi abitanti della Gallia, quando Giulio Cesare (1) ci avverte che i Gallici, nella loro propria lingua, si chiamavano Celti e nella lingua latina Galli. Questi due appellativi sembrerebbero essere sinonimi e avere dunque un significato unico, ed è proprio questo che ci dimostra in modo perentorio Monsieur l'abate Bouisset, nella sua Relazione sui tre collegi druidici di Lacaune. Il termine Celtae - Kell - aveva per questi popoli un senso molto concreto che designa l'uomo maturo, e l'espressione Galli, secondo le luminose spiegazioni di M. l'abate Bouisset, conterrebbe lo stesso concetto.
Nella mitologia greca, i Gallici erano i sudditi di Galate, figlio di Ercole. La reputazione guerriera di Galate era immensa, così come quella della sua forza e delle sue virtù. Non disdegniamo di concentrarci, fra le allegorie di tale mitologia, su questi dettagli in apparenza secondari, ma in realtà di un'utilità rilevante.
(1) Cesare, De Bello Gallico, lib. 1.
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