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All'epoca in cui Cesare portò la guerra in Gallia, egli ce la descrive occupata da tre popoli: i Belgi, gli Aquitani ed i Celti."Differiscono tutti, dice, per il linguaggio". Tuttavia questa differenza non doveva essere molto profonda. In una memoria sull'origine delle lingue celtica e francese, Duclos, nato a Dinan nel 1704, Segretario a vita dell'Accademia Francese, si esprime così: "In mancanza di monumenti, vale a dire di opere scritte, non abbiamo altri lumi sulla lingua celtica che la testimonianza di alcuni storici, dalla quale risulta che tale lingua fosse comune a tutte le Gallie. Le Gallie erano divise in parecchi stati (civitates), gli stati in paesi (pagi) che si governavano con leggi particolari, e questi stati componevano insieme il corpo di una repubblica che aveva un interesse comune solamente negli affari generali. Si formavano assemblee civili o militari, queste chiamate comitia armata, somiglianti ad una Riserva. Da questo, la necessità di una lingua comune affinché i deputati potessero conferire, deliberare e stabilire sul campo delle risoluzioni che dovevano essere poi comprese dagli assistenti; e non si vedono autori scrivere che avessero bisogno di interpreti.
Vediamo invece che i Druidi, facenti al tempo stesso funzione di preti e di giudici, avevano co-
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