La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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mezzo di certi oggetti come lastre di pietra tenera, o pezzi di corno di renna sui quali già segnavano con linee o intaccature i giorni trascorsi da quando avevano lasciato la loro dimora abituale. Nella caverna di Bize (Aude) un esploratore, M. C.Cailhol, ha raccolto una lastrina di pietra abbastanza tenera recante un certo numero di intaccature sui bordi; nella grotta di Arignac (Alta Garonna), M. Edouard Lartet esplorando il suolo (1860), "trovò una quantità di resti dell'orso delle caverne, del bisonte (aurochs), della renna, del cavallo, etc".. e in una spianata ubicata davanti alla grotta, in mezzo ad alcuni cocci molto interessanti, "una tavoletta in corno di renna occasionalmente tagliata alle due estremità, una delle cui facce, perfettamente levigata, presentava due serie di linee trasversali, distanziate tra esse, e i cui bordi laterali erano segnati di intaccature più profonde, distanziate abbastanza regolarmente. " M. Lartet vede in queste linee e questi tagli dei segni di numerazione, e M. Steinhauer ha formulato l'idea che siano delle contrassegni di caccia (1).

Numerosi incidenti capitavano probabilmente agli Iberici nell'inseguimento delle fiere; parec-

(1) M. Louis Figuier, L'uomo primitivo.

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