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stume di riunirsi una volta l'anno, vicino a Chartres, per rendere giustizia alle persone che giungevano da ogni parte per consultarli. Occorreva dunque che ci fosse una lingua generale e che quella parlata dai Druidi fosse familiare a tutti i Galli.
C'erano anche altre nazioni la cui lingua doveva avere radici comuni con quella gallica. Sembra che i Galli ed i Germani non dovessero differire molto, avendo questi popoli la stessa origine celtica; alcuni Germani erano venuti a stabilirsi nelle Gallie e dei Galli erano passati reciprocamente nella Germania, dove avevano occupato delle vaste contrade..."
Questi pensieri assennati conducono l'autore della memoria ad affermare che le differenze di linguaggio osservate da Cesare erano solamente delle differenze dialettali. Non lo seguiremo in queste interessanti valutazioni sulla considerevole alterazione prodottasi nella lingua celtica per lo stanziamento in Gallia della famiglia latina. Facciamo tuttavia notare che, traendo dai suoi ragionamenti una deduzione rigorosa, si sarebbe portati a concludere che la lingua celtica abbia dovuto conservare un'integrità perfetta su un territorio del quale i Romani non hanno mai calcato il suolo.
È certo che i Galli non hanno
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