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Germania; sono composti da una o più file".
"... Questi monumenti di pietra, l'abbiamo già detto, non sono né celtici né druidici. I Celti, etnie che occuparono una parte della Gallia parecchi secoli prima dell'era cristiana, non sono i responsabili delle costruzioni megalitiche.
Le trovarono già fatte all'epoca della loro immigrazione e, probabilmente, le considerarono con tanto stupore quanto noi. Ne trassero buon partito, quando sembrò loro vantaggioso utilizzarle. In quanto ai sacerdoti di questi antichi popoli, ai druidi che coglievano il vischio sacro sulla quercia, essi celebravano le loro cerimonie nel cuore delle foreste. Ora, mai un dolmen fu costruito in una foresta; tutti i monumenti di pietra che esistono oggi svettano nelle zone scoperte del paese. Bisogna dunque rinunciare all'antica e poetica idea che fa, dei dolmens, gli altari del culto religioso dei nostri antenati" (1).
L'opinione della scienza moderna in relazione ai dolmens, differisce stranamente delle idee suscitate attraverso l'interpretazione dei nomi che hanno le grandi pietre, così abbondanti in Armorica, soprattutto presso i Redoni (Rennes).
(1) M. Louis Figuier, L'Uomo Primitivo
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