La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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Il fatto riportato da Clitofono sembra essere del tutto reale. Fu un felice evento, un buon auspicio per Momoro, versato nella scienza degli aùguri, vedere una moltitudine di corvi segnalare, per così dire, il luogo che doveva occupare la città, ed il termine luck (leuk), casualità, buona fortuna - Luckdun -, esprime bene la soddisfazione che egli dovette provare. In quanto al dunum con cui termina il nome di parecchie città celtiche, non designa l'altura sulla quale una città poteva essere costruita, perché to dun, significa: assillare un debitore. È molto probabile che le città che portano la terminazione dun o dunum servivano originariamente come città di rifugio, dove i debitori insolventi andavano a mettersi al riparo dagli inseguimenti di creditori troppo importuni. Lo studioso Dom Martin, nella sua storia delle Gallie ha già formulato questa ipotesi, che forse le città galliche fossero delle semplici città di rifugio, prive di abitanti, dove si correva per mettersi al riparo da un pericolo pressante. Il verbo to dun, offre un senso totalmente chiaro, preciso, spiegando perfettamente la causa della fuga precipitosa di un debitore e del suo ritiro improvviso in una città lontana.

È tuttavia assodato che i Celti ricercavano le colline per costruire le loro città e la città di Lactora (Lectoure, nel Gers),

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