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naturale di questa roccia fu spianata, nel medioevo, per permettere la costruzione di un fortino come punto di osservazione. Restano ancora alcune tracce in muratura (vestiges de maçonnerie) che manifestano l'esistenza di questo fortino. Questa roccia bianca che colpisce gli occhi all'improvviso, è seguita da uno strato di rocce nerastre, che si estende fino a Roko Négro. Questa particolarità ha fatto dare a questa roccia bianca, posta sopra rocce nere, il nome di Blancfort - blank, bianco, - forth, in testa, sopra, avanti-.
Seguendo con lo sguardo queste rocce, l'occhio è presto attratto da un ménir isolato la cui punta svetta al di sopra dei lecci che lo cingono. Riportato al catasto con il nome di Roc Pointu (roccia appuntita), è di fronte ad un'altra roccia naturale salda sul fianco del Cardou e incoronata da diverse guglie molto acute. Questa ultima roccia, essendo separata dal Cardou e avendo numerose punte riunite alla base, ha suggerito ai nostri antenati l'idea dei piccoli che compongono una famiglia, ancora trattenuti vicino a quelli che hanno dato loro la luce, ed essi hanno chiamato poeticamente queste guglie Lampos. Questa parola deriva da lamb, agnello, o da to lamb, figliare, parlando della pecora.
Fra la Roc Pointu e Roko Négro, si distinguono in mezzo ai lecci altri ménirs che servivano alla costruzione del drunemeton. Dopo
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