La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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Roko Négro, si vedono ancora molto bene le diverse basi che servivano da supporto ai ménirs; ma questi sono riversi e sono sparsi qua e là sui fianchi della montagna, nel più grande disordine.

Arrivando al ruscello del Bousquet, la base di rocce sparisce, e rientra nella montagna verso la sorgente di questo ruscello. In questo punto molto in alto, si vede un gruppo di grandi rocce che porta il nome di Cugulhou. Questa ammasso non è interamente naturale; il lavoro dei Celti appare ben chiaro nelle otto o dieci grosse pietre rotonde, trasportate e collocate sulla cima del megalite. Si potrebbe dubitare che i Celti avessero voluto farne dei ménirs, se una piccola croce greca incisa su un prolungamento della base non avvertisse con la sua presenza sul significato da attribuire a queste grandi pietre. Gli abitanti del paese sono persuasi, cosa falsa del resto, che le croci greche incise sulle rocce rappresentino dei punti di delimitazione. Il vero limite in pietra, che indica il confine dei territori di Coustaussa e di Rennes-les-Bains, è fissato a terra a venti metri di distanza, sul lato a nord-ovest. Questa pietra è molto curiosa; essa riporta sulla parte che guarda Coustaussa, un scudo, probabilmente quello del signore di questo vil-

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