La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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La cresta naturale del Cugulhou continua di stagliarsi dopo avere superato il Carlat. I ménirs riversi sono numerosi sui fianchi della montagna, e suscitano per la loro quantità una sorpresa ben legittima. Sulla cresta, che si allunga dal Carlat fino al ruscello del Trinque-Bouteille, si distinguono facilmente le tracce evidenti del lavoro umano; i Celti si sono adoperati per rendere meno larghe le soluzioni di continuità di questa cresta naturale. Di fronte al punto dove si trovano la stazione termale e la chiesa parrocchiale, la linea curva data dallo strato di rocce porta il nome di Cap de l'Hommé. Un ménir era conservato in questo luogo, e vi era , in alto, scolpita in rilievo, una magnifica testa del Signore Gesù, il Salvatore dell'umanità. Questa scultura che ha visto quasi diciotto secoli, ha fatto dare a questa parte del pianoro il nome di Cap de l'Hommé (la tête de l'Hommé), dell'uomo per eccellenza, filius hominis.

È deplorevole che si sia stati obbligati, nel mese di dicembre 1884, a togliere questa bella scultura dal posto che occupava, per sottrarla alle devastazioni prodotte dal piccone di un giovane sciagurato, che era ben lungi dal sospettarne il significato ed il valore (1). A sinistra

(1) Questa testa scolpita del Salvatore è nelle mani di M. Cailhol, ad Alet.

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