La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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di questo ménir che guarda la stazione termale e la sua chiesa parrocchiale, si scoprono sulle rocce vicine delle croci greche profondamente incise a scalpello, misuranti da venti fino a trenta e trentacinque centimetri. Queste croci, a braccia uguali e in numero di cinque solo in questo punto, dovettero essere incise per ordine dei primi missionari cristiani mandati nella contrada. Il sacro segno della redenzione si è così adattato a vantaggio della chiara verità, nel rispetto tradizionale di cui i ménirs erano oggetto, ossequio che, nella dolorosa condizione morale in cui le conquiste della repubblica romana avevano gettato i Celti, era forse rivolto alle pietre stesse. Tutti le guglie della cresta furono probabilmente abbattute in questa epoca: si vedono grandi quantità di ménirs spezzati sulle pendici e talvolta ai piedi stessi della montagna, e se ne vedono ancora alcuni frammenti nei muri che sostengono i terreni in pendenza delle viti e dei campi coltivati. Un fatto quasi simile successe in Bretagna, quando il Vangelo fu divulgato fra i Redoni armoricani. I ménirs non furono rovesciati, ma fu posto sulla loro punta il segno della salvezza.

Una sesta croce greca su di una roccia larga, si trova abbastanza lontano dal Cap dé l'Hommé, sul bordo del crinale a sud, sopra la zona

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