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detta Pla de la Coste, dopo aver superato il ruscello di las Breychos. Questo piccolo corso di acqua ha ricevuto il suo nome inconsueto dalle pietre metalliche, simili a ferro fuso, numerose nel suo letto. Sono generalmente di piccole dimensioni, cosa che diede adito a Celti di adoperare il verbo to bray, sbriciolare, per segnalare questa modesta dimensione, ed il sostantivo shoad (chôd), vena di pietre metalliche, per designare questa roccia ferrosa o, piuttosto, questo carbonato di ferro.
Si vedono ancora altre due croci greche, sempre incise nella pietra, seguendo il bordo del pianoro fino alla cima della collina che porta il nome di illète, - hill, collina, - head (hèd), testa, cima -. Le enormi rocce ammassate che spuntano su quest'ultima destano una reale ammirazione.
All'estremità sud del Pla de la Coste, sul bordo del pianoro, sono poste due pietre traballanti o roulers. Il modo in cui sono posizionate indica con evidenza uno scopo prefissato e raggiunto, quello di permettere ad una lieve spinta di produrre una vibrazione precisa e percettibile, ma non un'oscillazione eccessiva che sposterebbe il centro di gravità, facendo precipitare la roccia in fondo alla montagna.
Accanto al primo di questi due roulers, un
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