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un lavoro da giganti, e non bisogna sorprendersi molto che i Greci abbiano inventato, a proposito di queste enormi pietre collocate sulla cima delle colline di cui ignoravano il significato, il loro mito dei giganti dai lunghi capelli e dalle orribili sembianze che, nel tentativo di scalare il cielo, cercarono di accatastare la Ossa sul Pélion e l'Olimpo sull'Ossa.
La cresta della collina porta il nome linguadociano di Sarrat Plazént (collina gentile), e allo stesso tempo il nome celtico di Goundhill di cui Sarrat Plazént è solamente la traduzione letterale - good (goud), buona, dolce. - hill, collina -.
Perché i Celti chiamarono questa altura Goundhill? Certo, non a causa della bellezza del luogo o della fertilità della terra, poiché il suolo è coperto di brughiera lungo tutto il pendio settentrionale del Serbaïrou, mentre la pendenza a sud, molto scoscesa, non offre alla vista che un esiguo bosco ceduo, davvero poca cosa per ispirare ai sapienti del Neimheid una denominazione tanto gradevole come quella di Goundhill. Questa collina, irta di guglie aguzze, non poteva dunque essere gentile e dolce se non perché ricordava ai Galli la bontà della Divina Provvidenza, che elargisce con abbondanza, al suo popolo, l'alimento essenziale, la spiga di grano.
A sud del Goundhill, lo sguardo è attratto dalla montagna di Garrosse - garous (gareuce), salato.
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