La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

- 241 -

designa un maniscalco o fabbro. I maniscalchi gallici estraevano loro stessi il ferro di cui avevano quotidiano bisogno? È probabile, e non è certo un'ipotesi inammissibile. È anche possibile che la piccola forgia catalana sia succeduta, nel corso dei tempi, a quella di un maniscalco gallico.

Ciò che suscita in noi questo pensiero, è il frammento di una macina a braccio, in lega di ferro, estratto del suolo il 26 novembre 1884, dagli operai che stavano lavorando, sotto la Borde-neuve, alla costruzione della strada da Rennes-les-Bains a Sougraigne (1). Questa parte di mola, probabilmente fusa alla Ferrière, è leggermente concava, e misura quindici o sedici centimetri di raggio. Purtroppo è stata spaccata dall'attrezzo dell'operaio che l'ha portata alla luce, e presenta una frattura tipica del ferro da fusione, ma di un ferro più poroso di quello degli attuali altiforni. Questa mola doveva macinare il grano in modo perfetto, e non aveva nessuno bisogno, a causa dei suoi numerosi pori, né di essere zigrinata e neanche solcata lungo la sua superficie molare con delle scanalature angolari. I giri del cavallo aggiogato a grandi macine rimpiazzarono, in seguito, le piccole mole a braccio, ed affinché i loro discen-

(1) Questo frammento di mola è in possesso di M.Constantin Cailhol, ad Alet.

Leggi in lingua originale

precedente successivo


© 2005–2026 Domenico Migliaccio. Traduzione protetta dal diritto d’autore. Riproduzione vietata.