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scaglie, e si vede il solfuro di ferro trasformato in solfato ferro di un bel colore verde; in altri punti, si vede il solfato perossido di ferro ancora integro, con l'aspetto di un sale bianco grossolanamente cristallizzato.
Queste due sorgenti ferruginose fredde hanno ricevuto dai Celti il nome di Gode, - to goad (gôd), pungolare, eccitare, animare -. Quando si dà ad un'acqua mineralizzata dal ferro un nome simile, è perché le sue proprietà sono ben note, e perché si sa senza dubbio che, in casi specifici di malattia, bisogna far uso di questa acqua per stimolare, eccitare, animare l'intero sistema.
Non possiamo che rattristarci molto del fatto che i nomi delle sorgenti del Ponte (Pont), del Cerchio (Cercle) e delle acque calde, siano andati completamente perduti: ci avrebbero sicuramente informati sul livello di conoscenza medica dei Druidi, per quanto riguarda l'azione terapeutica delle acque minerali di cui facevano uso. Le acque delle due fonti de la Madeleine e de la Gode non sono state ancora analizzate. Devono avvicinarsi molto alla natura di quelle del Cerchio e del Ponte, di cui segue l'analisi fatta all'Accademia di medicina di Parigi nel 1839.
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