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questa fonte, che scorre goccia a goccia, deve aver reso fangoso il terreno, e di conseguenza pieno di giunchi e di quelle graminacee che si ritrovano in tutti i suoli umidi: era quel che i Celti chiamavano haum-moor, termine che essi hanno scritto in tutti i punti dei paesi gallici, ovunque si presentasse ai loro occhi un campo più o meno paludoso. La piccola sorgente, senza nome come tutte quelle in cui l'acqua è troppo scarsa per formare un esiguo ruscello, appena sufficiente per formare un campo di haum-moor, rappresentava tuttavia al loro spirito un significato preciso e venerabile.
Più tardi, quando i Galli, perdendo poco a poco le loro vere tradizioni sotto la disastrosa influenza degli stranieri, caddero nel culto idolatra, iniziarono ad adorare quel che prima era semplicemente apprezzato, soprattutto le fonti, che raffiguravano ai loro occhi oscurati gli attributi di una Provvidenza benevola.
I primi missionari cristiani, comprendendo la difficoltà di fare sparire dal cuore del popolo questa venerazione idolatra per le fonti, fecero ciò che avevano già fatto con i ménirs, sui quali avevano inciso il segno della Redenzione. Posero, vicino alle sorgenti, croci e statue della Santa Vergine,
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