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L'antica usanza di correre per le strade, il primo giorno dell'anno, al grido di sotto il vischio l'anno nuovo (au gui l'an neuf), si ricollegava al culto dei Galli" (1).
Si immolavano allora delle vittime (due tori bianchi) pregando Dio di concedere il suo benefico dono a quelli che avrebbero avuto il merito di riceverlo (2). Poi cominciava il banchetto, ed il resto del giorno era dedicato ai festeggiamenti
"Si ritrova, dice l'abate Monlezun (3), una parte di questo antico uso nel circondario di Lectoure. Solo che attraversando tempi e paesi cristiani, si è dovuto impregnare di cristianesimo. Pochi giorni prima del Natale (Noël), dei giovani si presentano durante la notte davanti ad ogni casa, cantando Aguillouné, sotto il vischio l'anno nuovo".
I festeggiamenti dell'aguillouné hanno luogo anche in Provenza e si confondono con la festa di Natale. In Inghilterra, nel giorno di Natale (Christmas), si presenta su tutti i tavoli il famoso plumpudding (dolce di frutta) decorato con un rametto di vischio.
Nella Bretagna, il celebre grido era eguinané che è sinonimo di strenne (étrennes), perché è il segnale della distribuzione dei regali (4). "Questo grido,
(1) Em. Lefranc, Storia di Francia.
(2) Plinio, lib. 26. capo. 44.
(3) Storia della Guascogna.
(4) Emile Souvestre, Gli Ultimi Bretoni.
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