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dice Henri Martin (1), si è conservato con lo stesso senso, in zone della Francia dove la lingua celtica è sparita ormai da molti secoli. M.Augustin Thierry ci ha raccontato che a Blois, aveva sentito i bambini chiamare aguilanlé un giorno di festa in cui essi questuavano delle monetine con una mela infilzata sulla punta di un bacchetta infiocchettata (enrubanée)".
Secondo l'autore degli Ultimi Bretoni (Derniers Bretons), Eguinané o meglio enghin-an-eit, significherebbe il grano germogliato. Il termine aguilanlé, sentito a Blois, non evoca alla mente nessuna idea, mentre l'aguillouné cantato a Lectoure ci dà, malgrado una leggera alterazione della pronuncia, la vera espressione celtica di cui si servivano i nostri antenati.
Il vischio è una pianta parassita chiamata viscum dai Latini e mistletoe (mizzlto), dagli Anglo-Sassoni. Vischio (Gui) è soltanto una parte della parola aguillouné, ed in questa ultima espressione è racchiusa tutta la credenza dei Druidi sulle virtù di questa celebre pianta. Le attribuivano, a torto o a ragione, la facoltà di prevenire o di curare la febbre intermittente, e questa preziosa qualità la circondava di un particolare apprezzamento. Aguillouné si divide così: - ague
(1) Henri Martin, Storia della Francia, p.72, nota 1.
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