La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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Inoltre, la relazione di Plinio sul viscum cozza contro un'impossibilità materiale. Dal momento che questa pianta liberava da tutti i mali, e che una pianta di vischio cresciuta su una quercia era di una rarità tale che si istituivano dei festeggiamenti pubblici e dei sacrifici per il giorno della raccolta di questo vischio straordinario, e che bisognava del resto trovarne uno per ogni tribù, poiché in ciascuna avevano luogo le stesse cerimonie, i Celti erano inevitabilmente destinati a non guarire mai delle loro malattie; evidentemente, una sola pianta di vischio per tribù, non poteva bastare ai milioni di abitanti compresi nella Gallia. È dunque necessario ricercare un'altra spiegazione sui riti druidici concernenti il vischio, detto sacro.

Le cerimonie di cui parla Plinio, i festeggiamenti, erano fissati dai Druidi in un giorno preciso, il sesto giorno della luna di Marzo. Sembrano così riferirsi in primo luogo all'apertura di un anno nuovo, ed in secondo luogo, alla raccolta del vischio. Il druida in abito bianco che tagliava il vischio col suo falcetto d'oro, non faceva altro che dare il segnale di una raccolta molto preziosa, ed allora i Galli potevano, sull'intera superficie del paese, cercarlo, coglierlo su tutti gli alberi che lo nutrono, e farne una provvista per i casi sfortunati in cui la febbre inter-

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