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I Galli della Linguadoca avevano anche spinto l'arte di fare il vino ad un grado notevole, poiché si trovavano dei pigiatori di uve riuniti in una corporazione, nei pressi di Carcassonne, in una località i cui abitanti esercitano ancora oggi la stessa professione. Questo villaggio è chiamato dai suoi stessi abitanti Bilomacho, - to will, desiderare, volere, - to mash, (mache), schiacciare, mescolare -, ed è conosciuto in francese col nome di Villemoustaussou, semplice traduzione in lingua romanza del celtico Willmash.
iii - la caccia al cinghiale
La caccia era per i Celti una distrazione relativa alla loro attività fisica, piuttosto che un'occupazione necessaria per provvedere in modo assoluto alla loro sussistenza. I Galli si servivano nelle loro cacce di eccellenti cani corridori, indispensabili per inseguire ed assalire le fiere delle foreste. La Coume das houns - hound (haound) cane da caccia, cane che corre, - e la fonte das houns, garanti di questa asserzione, sono localizzate a nord del Haum moor, molto vicino ai due roulers del cromleck di Rennes-
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