La Vraie Langue Celtique - Sfoglia il libro

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"Euristeo, re di Micene, invidioso della reputazione di Ercole, lo osteggiò senza tregua, ed ebbe cura di assegnargli abbastanza occupazioni fuori dai suoi stati per toglierlo di mezzo dai torbidi del suo governo. Egli esercitò il suo grande coraggio in imprese insieme delicate e pericolose: quelle dette le fatiche d'Ercole". Si dice che Ercole divenne così temibile per Euristeo che, malgrado il comando che questi aveva sull'eroe, non osasse apparire davanti a lui, e che aveva preparato una botte di bronzo per andar lì a nascondersi in caso di bisogno. Non faceva entrare Ercole nella città: i mostri che egli riportava venivano lasciati fuori dalle mura, ed Euristeo gli inviava i suoi ordini tramite un araldo (1).

Erimanto, montagna d'Arcadia, era il rifugio di un cinghiale la cui furia riempiva di terrore l'intera contrada. Euristeo chiede ad Ercole di liberare il paese da questo temuto ospite. Ercole insegue il cinghiale, lo cattura vivo, e se lo carica sulle sue spalle per portarlo ad Euristeo. Questi è preso da un tale spavento, che va a nascondersi sotto il suo famoso barile di bronzo.

La storia del cinghiale di Erimanto è l'immagine favolosa delle cacce al cinghiale così care ai Galli.

(1) Fr.Noel, Dictionnaire de la Fable, Paris: 1803.

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