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di Jehova, lo sostituivano abitualmente con Adonaï. Non è bastato alla bontà divina badare con la sua Provvidenza al cibo delle sue creature, essa ha concesso loro anche il potere di possedere, secondo queste parole della Genesi: "Crescete e moltiplicatevi, e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, e su tutti gli animali che si muovono sulla terra" (1).
Il potere di possedere accordato da Dio agli uomini è racchiuso nel termine Adonaï, inspiegabile in lingua ebraica, - to add, aggiungere, to own (ôn), possedere, - to eye (aï), osservare.
Jehova è il nome sacro, il vero nome del Signore, rivelato da Dio stesso a Mosé. Gli Ebrei non lo scrivevano; era tuttavia inciso sulla lamina d'oro che era legata e trattenuta da un nastro di giacinto alla mitra del Gran Sacerdote. Giuseppe Flavio riporta che quando Alessandro si presentò davanti al Gran Sacerdote Jaddus, vestito in quel momento di tutto il suo ornamento pontificale, il conquistatore dell'Asia si prosternò per adorare colui il cui nome temuto era inciso su questa lamina d'oro, brillante sotto la fronte del successore di Aronne.
Secondo le tradizioni degli Ebrei, Jehova,
(1) Genesi 1,28.
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