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sensibile nel pensiero che Eva dovette esprimere con le parole da lei pronunciate alla nascita di suo figlio.
Nel testo ebraico, Caino è scritto Qin: in lingua celtica to coin (coïn) si traduce in battere moneta, inventare (battre monnaie, inventer). Non sarà questo il vero significato di Caino, che avrebbe immaginato e inventato il valore convenzionale delle monete? L'amore troppo vivo per l'oro e per il denaro soffoca sicuramente i sentimenti generosi, ed arma abitualmente del ferro omicida la mano degli assassini. Caino aveva cento sedici anni quando commise il terribile crimine che lo fece maledire. Si può credere a giusta ragione che gli uomini fossero già numerosi, poiché Caino risponde alla minaccia divina, dicendo: "Chiunque mi trovasse, allora, potrà uccidermi." La rapida proliferazione del genere umano ha dovuto far nascere, nello spirito di Caino, il pensiero di sostituire il baratto con un valore convenzionale legato ai metalli preziosi, oro e argento.
Abele (Abel) è il secondo figlio di Adamo e di Eva, ma non fu sua madre a dargli questo nome. Giuseppe lo fa derivare della parola ebraica ebel - lutto (deuil) - perché, con la morte di Abele, il lutto fece la sua prima apparizione sulla terra. Per afferrare bene il senso della parola Abele, così come la intende Giuseppe, non bisogna perdere di vista una
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