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partì dunque come il Signore gli aveva ordinato, e Loth lo seguì" (1).
Gli ebraisti traducono Abram come il padre illustre ab-ram, ed Abraham come il padre illustre di una moltitudine ab-ram-amon. Questa spiegazione sembra un poco oscura sebbene determinata da un fatto di ogni punto conforme alla verità.
Abram, secondo gli ordini divini, doveva guidare i suoi in una terra straniera che gli sarebbe stata mostrata da Dio. Abbandonando il suolo natale, la sua parentela e la casa di suo padre, diventava in realtà uno straniero per gli abitanti dei paesi che attraversava, imitando il viaggiatore errante, che vaga ramingo, in attesa che il luogo del suo soggiorno definitivo venga stabilito con certezza, - to ape (épe), imitare, to err, errare, andare qua e là, ham, gamba - aperrham. L'espressione araba berrani, straniero ed il termine Kabyle aberrani, significante anch'esso straniero, vengono a confermare questa interpretazione del primo nome di Abram.
Ubbidendo alla parola del Signore, Abram percorse il paese di Chanaan; dovette lasciarlo presto a causa della carestia che imperversava nella contrada: si ritirò in Egitto, sempre protetto in modo visibile e, dopo esservi rimasto
(1) Genesi 12, 1-4.
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