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Il nome di Mosé respinge un'interpretazione rigorosa attraverso l'ebraico-caldeo; del resto, questo nome è un'allusione alla posizione particolare del bambino, innalzato alla corte di Faraone, e all'azione della figlia del re che prende questo bambino dalle rive del fiume dove era stato abbandonato. L'adozione di Mosé da parte della figlia del Faraone l'aveva liberato dal lavoro dei campi ed anche dell'oppressione spaventosa sotto la quale gemevano i suoi fratelli. Non era più, di conseguenza, obbligato a mietere, a trasportare i raccolti nei magazzini disposti a questo scopo, ed è questa la spiegazione molto semplice e molto chiara del nome di Mosé tramite la lingua celtica - to mow (mô), mietere, falciare, - to ease (ise), liberare. - Giuseppe fa notare che il nome di Mosé, salvato delle acque, era di composizione egiziana perché, egli dice, mo indica l'acqua ed ise si traduce in liberare. È molto probabile che la denominazione egiziana data a Mosé dalla figlia del Faraone significasse che l'aveva salvato delle acque del Nilo, mentre quella con la quale lo conoscevano i suoi fratelli ebrei, si riferisse soprattutto alla sua educazione presso la corte del re.
Non insisteremo sull'avvenimento miracoloso con il quale Dio condusse il popolo ebreo attraverso il deserto, per dargli possesso della terra di Chanaan nell'ora
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