
- 92 -
fidarsi molto. I Numidi, gli Iberi, i Galli abbondavano, ma questi guerrieri in prestito restavano al suo servizio solamente quando un abile generale sapeva condurli alla vittoria e al saccheggio. Una battaglia persa faceva infuriare questi soldati stranieri, ed essi massacravano i generali incapaci che non avevano saputo condurre il loro impetuoso slancio. Questa necessità di vincere racchiude forse in se stessa tutto il segreto dell'abilità dei brillanti ed intrepidi generali Cartaginesi.
I Fenici, fondatori di Cartagine, parlavano la lingua cananea (cananéenne), e questo linguaggio, malgrado numerose differenze, doveva evidenziare una stretta parentela con quello dei Numidi. Ma è davvero alla lingua dei Cartaginesi che bisogna attribuire il nome di punica (punique) o questo appellativo, piuttosto, non si riferisce a quella dei Numidi e dei Mori? Crediamo che la lingua Numida possa rivendicarlo comodamente e, esaminando da vicino il linguaggio attuale dei Kabyli (Kabyles), ci si assicurerà che è fatto di giochi di parole e di conseguenza veramente punico - to pun (peun), fare dei giochi di parole,.
Questa asserzione non ci sembrerà senza fondamento, se paragoniamo i nomi dei più illustri generali Cartaginesi citati dalla storia con quelli dei re Numidi, e potremo accorgerci di una certa resistenza all'interpretazione nei nomi
| precedente | successivo |
© 2005–2026 Domenico Migliaccio. Traduzione protetta dal diritto d’autore. Riproduzione vietata.