la vecchia zia e la famiglia dénarnaud (1889)
Il resoconto stilato in occasione della visita vescovile cita due donne, la figlia e la nipote di madame Dénarnaud, Alexandrine Marre (1844-1928) e Marie Dénarnaud (1868-1953), al servizio del sacerdote1.
La famiglia Dénarnaud risiede a Rennes-le-Château sin da prima dell’arrivo di Saunière in paese.
Il marito di Alexandrine, Guillaume Dénarnaud (1840-1930), lavora dal 1894 presso la cappelleria di Espéraza insieme al figlio Barthélémy (1872-1944). Vi resterà fino al 1909. Dei restanti quattro figli, soltanto Marie era sopravvissuta. Antoine e Dieudonné erano nati e morti nel 1878, Jean tre anni dopo aveva subito la stessa sorte.
I rapporti tra il sacerdote e le donne di servizio sono ufficialmente regolati da un documento scritto dallo stesso Saunière; uno dei suoi primi quaderni è specificamente dedicato ai "Rapporti del Pastore con la Parrocchia e i parrocchiani". Il documento cita una serie di principi che devono regolare la condotta del parroco con i fedeli, con le autorità religiose e con la perpetua. A proposito di quest’ultima, il sacerdote scrive:
Con la perpetua:
La si rispetti senza familiarizzare troppo.
Non le si permetta di discutere di argomenti relativi al ministero religioso in nostra presenza.
Si evitino con lei le confidenze […] Un prete che fa delle confidenze è già fin troppo coinvolto. Quello che si dice della perpetua dev’essere detto anche delle altre donne.
Si esiga che rimanga nel presbiterio e ci si mostri intransigenti di fronte ai suoi eccessi di lingua e di rapporti.
Non fidarsi troppo della sua età e della sua devozione. Giammai! Non è bene lavorare accanto a lei in cucina, né lasciarla entrare in camera mentre si è a letto, fuorché in caso di malattia.
Non esiste attualmente alcun documento in grado di dirci se e quanto queste regole siano state rispettate; la giovane età di Marie può aver generato voci maliziose da parte di alcuni parrocchiani, riprese più di recente in volumi che le hanno tendenziosamente accresciute, arrivando a ritenere addirittura certi episodi dei quali manca, invece, qualsiasi riscontro.
1. Bruno de Monts, “La paroisse et les paroissiens de Rennes-le-Château”, Cahiers, V, p. 11.
| precedente | successivo |
Il materiale è distribuito con Licenza Creative Commons BY-NC-SA 4.0