STUDI • MARIANO TOMATIS ANTONIONO

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La nascita del museo Bérenger Saunière

STORIA DI UN'IMPRESA ITALIANA • APRILE 2009

La prima volta che pronunciai la parola magica, stavo scrivendo una email all'amico Domenico. Mi aveva chiesto: «Dove vuoi arrivare?». In effetti, non ci avevo mai pensato.

Il 9 agosto 2003 avevo coronato il sogno di tanti anni, raggiungendo la sommità della piccola collina del Razès su cui riposa silenziosa Rennes-le-Château. Seppure i libri e i documentari ne parlassero come di un luogo nero, su cui da millenni cospirano forze oscure, quel giorno il sole era così forte da accendere tutti i colori, e farmi percepire soltanto il lato luminoso e l'intreccio di storie straordinarie che lì avevano trovato il loro centro.

Rennes-le-Château, 9 agosto 2003.

Ero tornato a casa con una pila di testi, pieni di riproduzioni di documenti d'epoca. Non sapevo che esistessero così tanti scritti inediti, di cui in Italia nessuno aveva mai parlato. Fu un'autentica emozione leggere per la prima volta le lettere manoscritte di Bérenger Saunière, "il sacerdote miliardario", che direttamente con le sue parole - senza i filtri di alcun autore fantasioso - mi raccontava la "sua" versione dei fatti. E fu altrettanto suggestivo consultare i testi delle omelie con le quali indottrinava i fedeli accorsi a sentirlo la domenica ad Antugnac. Parole che riuscivano a farmi percepire l'odore di incenso. Ma com'era possibile che questo patrimonio storico giacesse nascosto, e che i lettori italiani fossero condannati a conoscere soltanto la versione romanzata dei fatti, senza poter accedere alle fonti originali?
All'epoca non conoscevo minimamente il francese, e mi accorsi che avrei dovuto colmare questa lacuna se avessi voluto conoscere la vicenda dall'interno. Tornato a casa, iniziai a leggere con difficoltà i libri che avevo portato con me dalla Francia, prendendo appunti e segnando con una matita i passaggi che mi sembravano fondamentali.
Man mano che il panorama si chiariva, mi rendevo conto che da solo non ce l'avrei mai fatta: la mitologia che si stava dispiegando di fronte ai miei (peraltro godutissimi) occhi era troppo grande, e alcuni documenti richiedevano una padronanza del francese che non avevo ancora.

...decouverte d'un tombeau..., 21 settembre 1891.

Quando un testo parlava della scoperta di un tombeau da parte di Saunière, non bastava una traduzione sommaria ("tomba"), ma era necessario collocare il termine nella sua epoca, nel suo contesto storico, e individuarne il significato più preciso: tomba, sepolcro, sepolcreto, cripta, tombino, tombola?
Aprii quindi un sito Internet, che battezzai - con poca fantasia - renneslechateau.it

La prima homepage di renneslechateau.it, 17 giugno 2004.

Pubblicai alcune riflessioni e creai un ambiente di discussione nel quale gli appassionati avrebbero potuto scambiare idee e opinioni sul mistero di Rennes-le-Château. L'ambiente si scaldò presto: nacquero diverse fazioni, vennero a galla le principali teorie sul tesoro di Bérenger Saunière e alcuni dei partecipanti alla discussione dimostrarono una particolare disponibilità a collaborare ad un progetto di più ampio respiro. Molti conoscevano bene il francese. Mi venne quindi l'idea di digitalizzare gran parte dei documenti che avevo raccolto e regalarli a quelli che ormai erano diventati miei amici. Si trattava di materiale che in Italia era molto difficile trovare, sul quale tutti concordammo da subito: era necessario tradurlo ed offrirlo ai lettori italiani. Era davvero incredibile che, cinquant'anni dopo, il meraviglioso testo intitolato "Il potere e la morte" - che raccontava dei sotterranei di Rennes-le-Château percorsi da Bianca di Castiglia - fosse ancora sconosciuto agli appassionati. E con esso, decine e decine di documenti per troppo tempo dimenticati - tra cui l'intero dossier che riguardava il processo ecclesiastico che aveva visto coinvolto Bérenger Saunière.
La casella di posta elettronica cominciò a riempirsi di traduzioni da parte dei miei validissimi compagni di viaggio: Serena Bartolo, Enrico Crippa, Roberto Gramolini, Alessandro Lorenzoni, Gianluca Majocchi, Sabina Marineo, Domenico Migliaccio, Mattia Telloli, Lucia Zemiti…
Il sito web non bastava più: l'opera che stavamo realizzando doveva durare nel tempo. Pensammo quindi di mettere in piedi una circolare informativa, che intitolammo Indagini su Rennes-le-Château: ogni numero raccoglieva traduzioni di documenti fondamentali per ricostruire quanto avvenne nel paesino dei misteri nel corso di svariati millenni, oltre a recensioni, articoli di approfondimento e curiosità.

Il primo numero di Indagini su Rennes-le-Château, giugno 2006.

Ad oggi sono più di 1200 le pagine pubblicate nei 26 numeri usciti: per renderle accessibili a chiunque, le depositai personalmente a Carcassonne presso gli Archivi Dipartimentali dell'Aude, dove già da oggi e per molti anni potranno essere liberamente e gratuitamente consultate.
Fu nell'ambito di uno scambio di email sull'enigmatico libro di Henri Boudet La vera lingua celtica che Domenico mi pose l'imbarazzante domanda. Dove volevo arrivare?
Fino a quel momento la collina di Rennes-le-Château mi aveva regalato l'ombra dei suoi alberi per riposare nei giardini di Villa Bethania, tanti collaboratori con cui era nata una sincera amicizia e la soddisfazione di recuperare - da bauli sigillati da tempo - alcuni documenti straordinari.
"Mi piacerebbe restaurare il museo del paese". Fu la prima volta che nominai la parola magica. "Museo"

Sapevo di pormi un obiettivo irrealizzabile: ero italiano, non avevo ancora compiuto trent'anni e non ero che uno tra le centinaia di appassionati all'argomento, forse soltanto più sensibile alle nuove tecnologie; era stato Internet, infatti, ad avermi consentito di radunare, intorno ad un forum di discussione virtuale, un gruppo di ricercatori tanto disponibili e preparati, legati dalla passione e da quella che stava diventando una vera e propria amicizia.
Intanto il mio francese migliorava e le gite a Rennes-le-Château diventavano una palestra per metterlo a punto. Venni a sapere che gli Archivi di Carcassonne offrivano libero accesso a tonnellate di vecchi giornali d'epoca e dossier storici, pieni di materiale dedicato al mistero di Bérenger Saunière. Fu bizzarro scoprire di essere il primo ad intraprendere un vasto lavoro di catalogazione di tutti gli articoli che la stampa locale aveva dedicato alla vicenda dagli Anni Trenta del XX secolo in poi.

Archivi Dipartimentali dell'Aude, 7 giugno 2007

Diedi quindi vita al Progetto .DOC, mirato a digitalizzare e restaurare tutti i pezzi di giornale sul mistero di Rennes-le-Château. Il progetto, lanciato su Internet in tre lingue, varcò presto i confini nazionali. Dalla Francia, i coniugi Yves e Marie Christine Lignon contribuirono con una serie di fotocopie di brevi articoli comparsi sulla stampa tolosana. Dalla Svizzera, Jurg Caluori volle incontrarmi personalmente per regalarmi riproduzioni di ritagli praticamente introvabili. Il circolo virtuoso stava ormai allargandosi con risultati prima impensabili: ogni nuovo numero di Indagini su Rennes-le-Château raggiungeva appassionati che da tempo intendevano condividere il proprio materiale, e che quindi rispondevano offrendo la propria disponibilità a collaborare; l'archivio si allargava giorno dopo giorno, restando a completa e continua disposizione di tutti coloro che avevano contribuito alla sua creazione.
Il "fenomeno italiano" non passò inosservato ai francesi. Ben presto le due librerie di Rennes-le-Château iniziarono ad offrire il materiale da noi prodotto, e la responsabile del turismo locale, Marie Laure Busquet, mi accolse calorosamente nella boutique del presbiterio, concedendomi un passepartout da utilizzare per accedere liberamente al domaine di Bérenger Saunière. Sfogliando un numero della nostra circolare, commentò dicendo: «Gli altri cercano con pala e piccone. Voi cercate con il cervello».

E si fece l'estate 2008. Il 29 giugno, dopo l'ennesima visita al museo del presbiterio, trascorsi qualche minuto in compagnia di Marie Laure sulla panchina che accoglieva i visitatori nel cortile di fronte alla boutique. Le chiesi notizie sul futuro del museo: il nuovo sindaco Alexandre Painco avrebbe fatto qualcosa per arricchirlo in qualche modo? Mi rispose che, sì: erano in corso trattative con Antoine Captier, erede di gran parte del materiale custodito nel museo. Se avessi voluto dare una mano, avrei dovuto contattare lui.

Tornato a Torino, mi misi all'opera. Elaborai, nel mio timido francese, un progetto nel quale tracciavo le principali linee che immaginavo per un nuovo museo del villaggio. Mi presentai specificando sin da subito quale fosse il mio scopo:

Ogni anno trascorro una settimana a Carcassonne per recuperare negli Archivi Dipartimentali il materiale che riguarda la storia della regione, e il mio principale obiettivo non è quello di trovare un tesoro ma di mettere a disposizione dei visitatori del villaggio tutta la ricchezza storica e archeologica accumulata in questi anni. […] Se avete bisogno di me, vi offro (gratuitamente) la mia esperienza sul campo. […] Nelle pagine che seguono troverete un breve progetto. Consideratelo un dono personale: non pretendo nulla in cambio. Lo faccio per l'amore che provo verso il vostro villaggio.

La struttura museale che avevo in mente era chiara sin dall'inizio:

E' suddiviso in tre sezioni che ruotano intorno a Bérenger Saunière, personaggio centrale: il villaggio prima di Saunière (da Rhedae al XIX secolo), in colore rosso; Rennes-le-Château durante la vita di Saunière, in colore verde; il villaggio dopo Saunière (da Nöel Corbu ad oggi), in colore marrone. C'è a disposizione materiale a sufficienza per coprire i tre periodi, ed è fondamentale fare in modo che il visitatore possa distinguere chiaramente le ipotesi storiche più solide e quelle di carattere personale, più controverse. Quando un documento non sarà disponibile in originale, sarà nostra cura esporlo in copia. Una scansione ad alta risoluzione e una buona stampa su pannello plastico potrebbero essere la soluzione perfetta: economica, durevole e di grande interesse per il visitatore.

Il dossier proseguiva con alcune ipotesi sui pannelli della prima sezione, sul materiale da utilizzare per la stampa e presentava il possibile layout grafico di tre pannelli storici, uno per ogni sezione.
Il 5 agosto spedii una copia cartacea del dossier ad Antoine e restai in attesa di un suo riscontro.

Alcune pagine del progetto per il nuovo museo di Rennes-le-Château, 5 agosto 2008

Venti giorni più tardi, Antoine mi rispose con una email molto cortese, in cui mi ringraziava e mi annunciava di aver mostrato al sindaco il dossier:

Il vostro progetto contiene delle ottime idee da integrare con un progetto base che ho appena abbozzato, seguendo la traccia suggerita dal sindaco che sembra spingere verso qualche modifica minore del museo, accontentandosi di piccoli lavori dal momento che mancano le risorse finanziarie. Avendomi proposto con tanta generosità il vostro aiuto, vi spedirò la mia bozza con l'intento di preparare con voi un progetto definitivo.

Dopo questo riscontro positivo, per diversi mesi tutto tacque. Le "modifiche minori" annunciate non mi facevano ben sperare: quella che io proponevo era una vera e propria rivoluzione, che avrebbe modificato alla radice la logica del precedente museo.

A sorpresa, il 10 novembre Antoine tornò a scrivermi:

Il vostro progetto, che ho continuato a presentare in tutti questi mesi, ha convinto tutti. E' un'eccellente traccia per il lavoro da effettuare, sia per il taglio tematico che avete proposto, sia dal punto di vista della grafica dei pannelli. Domani mi incontrerò con il sindaco per finalizzare il progetto, e il municipio ha espresso l'intenzione di finanziarlo. Vi siamo molto riconoscenti per averci dato la vostra disponibilità, ma resta da chiarire il modo in cui potremo realizzare insieme questo lavoro.

Il mio francese incerto rendeva molto faticoso lo scambio di email che si era aperto con Antoine, ma il sogno era ormai a portata di mano, e non potevo consentire a qualche accento sbagliato di fermarmi. Il suo timore era quello di non poter gestire un lavoro del genere a 800 chilometri di distanza. Mi diede il suo numero di telefono, e io lo tranquillizzai immediatamente. Non era abituato a gestire progetti del genere utilizzando le email, ma in pochi giorni si convinse che il contatto era aperto, l'operazione era sostenibile e non sarebbe stato difficile mantenere un dialogo serrato. Come prima cosa, mi mandò per posta elettronica alcuni testi del vecchio museo. Erano lunghi e faticosi, poco adatti per pannelli moderni, pieni di immagini e box informativi.

Dopo averli tagliati e resi più snelli, li inserii in un riquadro intitolato "Cronologia", collocandolo sulla parte sinistra del primo pannello. Si parlava della preistoria del luogo, e ricordavo di aver letto da qualche parte del ritrovamento di uova di dinosauro sulla collina di Rennes. Una fotografia della pietra incisa che riposa accanto al municipio divenne una scusa per raccontare delle prime testimonianze rupestri della zona. Le ruote di Fa, trovate vicino ad Esperaza, mi consentirono di accennare ai Redoni e al vecchio nome di Rhedae, la "città dei carri". In alto, il titolo offriva subito al visitatore un'idea del contenuto del pannello. Il sottotitolo era un vero e proprio "abstract", un riassunto che condensava i punti principali trattati; lo stesso era accessibile anche nella parte bassa, in quattro traduzioni: inglese, italiana, tedesca e spagnola. Se a sinistra gli appassionati di storia potevano consultare una cronologia dettagliata degli eventi narrati, la parte destra ospitava curiosità, documenti e fotografie ad alta risoluzione.
Ammisi sin da subito con Antoine che non sarei stato disposto ad utilizzare immagini di bassa qualità: il museo avrebbe dovuto avere un aspetto professionale, e non si sarebbero più dovute vedere le fotocopie in bianco e nero del vecchio museo, che cercavano malamente di riprodurre splendide cartoline seppiate, il cui fascino si perdeva insieme al toner ormai sulla via dell'esaurimento… I testi dei riquadri avrebbero dovuto essere essenziali e diretti, i dettagli ospitati nel box cronologico.

Il 14 novembre l'alta frequenza di email scambiate spinge Antoine a cercare un collaboratore. Lo trova in Christian Doumergue, suo vice nell'associazione Terre de Rhedae, di cui Antoine è presidente. Gli inoltra il materiale da me ricevuto e lo mette al corrente del progetto. Io e Christian siamo quasi coetanei, e ci intendiamo sin dalla prima email. Nel frattempo è pronto anche il secondo pannello. Finora ho lavorato in completa indipendenza, ma il mio francese è traballante e Christian fa un ottimo lavoro di correzione di bozze. Il suo ingresso nel gruppo accelera notevolmente il lavoro, così pianificato: all'inizio di ognuna delle tre sezioni, definiamo i 10 argomenti che tratteremo. Passiamo poi ai sotto-argomenti: in ogni pannello potremo approfondire fino a sei/sette temi. Dal mio immenso archivio estraggo immagini e documenti che potranno accompagnare i vari testi. Imposto lo scanner sui 600 dpi per non perdere alcuna sfumatura. La scrittura dei testi è più complessa: Christian raccoglie materiale dai suoi molti libri pubblicati, io provvedo a proporre brevi paragrafi in un francese elementare - operazione che si rivelerà vincente, perché i pannelli sono studiati appositamente per il visitatore del tutto all'oscuro delle vicende. La scadenza è prossima: il museo dovrà essere montato entro fine febbraio. Dedico quasi ogni sera alla realizzazione di questa immensa opera, e con Christian lo scambio di messaggi è continuo.

Work in progress. Torino, gennaio 2009.

Faccio backup di continuo: i files tendono ad ingigantirsi per l'alta qualità fotografica, e neanche voglio immaginare che cosa capiterebbe se dovessi perdere il lavoro per colpa di un hard disk guasto.
Ogni tanto mettiamo al corrente Antoine dell'andamento dei lavori. Quando iniziamo ad occuparci della sezione dedicata a Saunière, il suo archivio diventa fondamentale: anche lui si mette allo scanner e, con pazienza e dedizione, mi spedisce decine di fotografie e documenti dell'epoca. Il tutto viene opportunamente ridimensionato e collocato sui pannelli museali. E' un puzzle complicatissimo, che lentamente vede i suoi pezzi ordinarsi.
L'ultima sezione sembra essere quella più delicata: in che modo presentare la miriade di ipotesi sollevate intorno al tesoro di Rennes-le-Château? Sin dal principio, io non ho dubbi: l'unica guida dovrà essere la cronologia. La mitologia del villaggio è come una cipolla composta da innumerevoli strati, l'uno sovrapposto all'altro: il modo più razionale di presentarla è quello di ricostruire filologicamente la sua nascita e la sua costruzione, fatta di livelli che si sovrappongono ad altri con il passare dei decenni. Antoine rimarrà scettico fino all'ultimo, per poi dichiararsi del tutto soddisfatto per il risultato. Su un punto sono costretto a cedere: i miei colleghi vogliono chiudere con un pannello dedicato a don Henri Boudet e don Antoine Gélis. Mi sembra fuori dalla linea cronologica, ma un buon lavoro di gruppo è anche frutto di opportuni compromessi.
Sulla scelta dei testi non c'è quasi mai discordia. Concedo a Christian di avanzare ipotesi che mi paiono piuttosto improbabili. Sul pannello dedicato alla Maddalena, lui riconosce in un corpo mummificato il cadavere di Gesù, che lascia le coste della Palestina per migrare in Francia. Nell'ambito della simbologia cattolica, l'uomo bendato a bordo di una barca è Lazzaro, ma lascio che Christian esprima la sua opinione.

Reliquiario francese (Regione del Var).

Sono tranquillo: il lettore ideale di questi pannelli non è l'assetato di misteri che cerca conferme dei suoi scenari complottisti, ma lo studioso critico, in grado di mettere in discussione con argomenti solidi perfino le didascalie che trova sui pannelli in mostra.

A fine gennaio, la creazione dei 30 pannelli principali è conclusa. Ne aggiungiamo uno finale, con i ringraziamenti per chi ha collaborato e un saluto da parte dei tre autori. Il comune si è impegnato a farli stampare a proprie spese presso la tipografia Progetto Immagine di Torino. La scelta non è casuale: la qualità dei loro lavori è già nota a Rennes-le-Château, essendo quelli che stampano da anni Indagini su Rennes-le-Château.
Scorrendo tra le mani una stampa preliminare dei pannelli, mi accorgo che gran parte del materiale raccolto in questi anni non ha potuto trovare spazio: sono decine di cartoline, fotografie d'epoca e documenti esclusi, che costituirebbero un'appendice informativa davvero straordinaria. Il budget di spesa, però, non consente altre stampe. Decido di coinvolgere i lettori della circolare informativa italiana. La risposta è sorprendente: qualcuno si offre di finanziare la stampa di cinquanta piccoli pannelli fotografici, altri di acquistare una mappa d'epoca, altri ancora una cornice digitale su cui faremo scorrere fotografie d'epoca. E' una vera e propria gara di solidarietà, figlia anche dell'orgoglio di apporre una firma italiana su un luogo che racchiude un fascino immortale. I molti contributi volontari ci consentono di realizzare un centinaio di altri pannelli di piccolo formato, su cui sono riprodotte decine di cartoline d'epoca, l'opera di Nicolas Poussin Pastori d'Arcadia nella sua versione pittorica e in incisione, mappe storiche, le due più famose pergamene e svariate fotografie di Bérenger Saunière, Marie Dénarnaud e Nöel Corbu. Grazie al Progetto .DOC possiamo realizzare quattro riproduzioni in gran formato dei primissimi articoli, datati gennaio 1956, che raccontano del tesoro del villaggio; in seguito all'accurato restauro digitale, i visitatori possono ora leggerne il contenuto e ammirarne la suggestiva grafica d'epoca.

I pannelli appena stampati, pronti per il viaggio verso Rennes-le-Château. Torino, 10 febbraio 2009.

Con altri fondi, acquistiamo libri che hanno segnato un'epoca: una copia de L'Or de Rennes di Gérard de Sède (1967), capostipite di molte altre opere del genere, I tesori nascosti di Vezio Melegari (1972), primo libro italiano a parlare del tesoro di Rennes, il dizionario biblico a cura di Fulcran Vigoroux, risalente a fine Ottocento, che riproduce una pagina del Codex Bezae (elemento chiave per ricostruire le vicende delle due pergamene) e una copia del librettino Bethania, da cui Philippe de Chérisey ha tratto la copertina per il suo misteriosissimo Lazare Veni Foras!

Alcuni dei libri esposti nel museo, donati da renneslechateau.it

Ai 31 pannelli in francese aggiungo un pannello in lingua italiana, nel quale racconto il rapporto che il nostro paese ha avuto con il villaggio dei misteri.

La stampa dei pannelli è veloce e precisa. Gli amici di Progetto Immagine si mettono a completa disposizione del progetto, offrendo la loro competenza e facendo di tutto per arrivare in tempo per l'apertura. Fervente sostenitore del progetto, Gian Paolo Grassino antepone il museo a tutte le altre attività in corso.

Gian Paolo Grassino nei locali di Progetto Immagine durante la stampa dei pannelli.

Sono svariati i chili di materiale che carico in macchina la mattina del 26 febbraio, quando mi metto in moto verso l'Aude. Ad un casello autostradale, la gendarmerie mi chiede che cosa contenga il bagaglio. Sono costretto a rispondergli «un musée». Bizzarro, ma vero.

Torino > Rennes-les-Bains, 26 febbraio 2009.

Arrivo a Rennes-les-Bains la sera, dove mi è stata messa a disposizione una camera presso l'albergo Angelots. Un sole alto e insolitamente caldo mi accompagna la mattina successiva su per i tornanti della collina di Rennes-le-Château. Ad accogliermi, Antoine Captier, di cui faccio finalmente la conoscenza di persona. Sul posto, un gran viavai di operai. Ad attenderci, il consigliere comunale Philippe Goloubenko accompagnato dal sindaco, Alexandre Painco. Thierry Tombeur, armato di trapano e attrezzi, si mette a nostra completa disposizione: i lavori iniziano dal pian terreno, dove verrà installata la prima sezione, dedicata al passato del villaggio.

Lavori in corso nella prima sezione del museo, 27 febbraio 2009.

L'illuminazione è stata studiata per esaltare la superficie dei reperti lapidari presenti nella stanza: la Dalle des Chevaliers, il pilastro decorato e la riproduzione della lapide della marchesa De Nègre.

La prima sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

Sul muro piatto e intonacato possiamo fissare direttamente i tasselli su cui applicare i pannelli, mentre su quello in pietra siamo costretti ad optare per delle catenelle. Al centro della stanza, alcuni espositori raccolgono reperti preistorici, romani e medievali.

La prima sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

Novità dell'ultima ora: la vecchia campana che si trovava nel cortile è stata collocata all'interno di questa stanza, insieme al supporto di legno che la reggeva.

La prima sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

Il corridoio che porta al primo piano è ricoperto dai pannellini offerti da renneslechateau.it: le molte fotografie seppiate accompagnano il visitatore alla seconda sezione, quella dedicata a Bérenger Saunière. Qui sono state ricreate due nicchie nel muro, all'interno delle quali è stata ricostruita una stanza da letto e sono esposti alcuni abiti sacerdotali d'epoca.

La seconda sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

Un registratore riproduce la voce di Antoine Captier, Claire Corbu ed Henry Lincoln, intenti a raccontare ai visitatori le meravigliose vicende che coinvolsero il più noto dei parroci che visse qui. Tra le due nicchie fissiamo la cornice digitale che arriva dall'Italia. I presenti si accalcano intorno al filmato di quattro minuti da me realizzato: è un montaggio silenzioso di fotografie d'epoca, tutte con i colori originali; parla il linguaggio universale delle immagini.

 

 

La giornata si chiude quando il lavoro è circa a metà: bisognerà concluderlo il giorno successivo, perché domenica 1° marzo è annunciata la riapertura.

Il 28 febbraio ci occupiamo del primo piano. Le mura della stanza che ospita la seconda sezione sono le più difficili da perforare. Su una parete si nota l'arcata dietro la quale è installato il grande bassorilievo "Venite tutti a me" all'interno della chiesa:

La seconda sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

La camera è stata interamente ristrutturata, riportando le pietre a vista e ripavimentando con eleganti mattonelle di cotto. Due espositori sono colmi di oggetti appartenuti a Saunière. In altre due vetrinette colloco otto fotografie di Saunière in gran formato. Sono assolutamente soddisfatto della qualità della stampa: in una si intravvede addirittura un minuscolo paio di lenti al collo del sacerdote.

La seconda sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

La terza stanza è movimentata dal bel plastico creato da Thierry Tombeur e da un suo metal detector personale. Il percorso storico che va da Saunière ai giorni nostri si svolge lungo tutto il muro.

La seconda sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

La seconda sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

La seconda sezione del museo a lavori ultimati, 1° marzo 2009.

Le vetrinette ospitano i primi libri dedicati al mistero e copie degli articoli che si occuparono di aspetti fondamentali delle vicende - tra cui il celebre pezzo di Elie Tisseyre "Escursione a Rennes-le-Château del 1905". L'originale sarebbe troppo costoso, quindi ne ho stampata una copia, invecchiandola nel forno di casa dopo averla coperta di caffè. Così trattato, il suo aspetto è decisamente più consono all'ambiente e ai suoi colori.

Copia invecchiata di Elie Tisseyre, Excursion à Rennes-le-Château (1905).

Ci raggiunge anche Marie Laure, che può finalmente vedere di persona il risultato di un progetto di cui tanto aveva sentito parlare; insieme ad Aline, Sonia e Christophe, provvede alle pulizie generali della boutique.

Sento che manca qualcosa: dov'è finito il vecchio cartello che accoglieva i visitatori negli Anni Settanta? Insisto perché venga esposto. E' un pezzo ormai entrato nell'immaginario di generazioni di turisti. I presenti si attivano, uno si assenta e torna dopo qualche minuto, il cartello tra le mani. Thierry lo fissa su una parete del corridoio principale: è proprio di fronte alla nuova insegna del museo, da me studiata esplicitamente come omaggio verso un'epoca che non c'è più - quella di Bérenger Saunière; la scritta Bienvenue au Musée Bérenger Saunière è contenuta all'interno di una cornice che ho recuperato da una vecchia pubblicità di fine Ottocento. Il carattere è ispirato alla grafica futurista degli anni Dieci. Le tre sezioni sono presentate in altrettante macchie di colore su cui sono riprodotti i titoli. Sullo sfondo, alcune chiazze celano e svelano il volto del protagonista assoluto del museo: Bérenger Saunière. E' il pannello di cui vado più fiero, costato una settimana di lavoro.

Il nuovo cartello di benvenuto.

Il tempo intanto volge al peggio: è una domenica fredda e a tratti piovosa quella che accoglie i primi visitatori del nuovo museo. Ma la voce si sparge in fretta, e in pochi giorni arrivano le prime recensioni entusiaste. Lascio la parola a Patrick Mensior (1): "Ciascuno degli elementi che compongono il puzzle della storia di Rennes-le-Château è qui presentato e accompagnato con precisione da testi scelti con cura e molto dettagliati. C'è davvero tutto: dagli Haupoul fino a Dan Brown, passando per l'abbé Saunière, Noël Corbu e Gérard de Sède. L'apparato documentario è ricchissimo: mappe, planimetrie, foto d'epoca, estratti da lettere, registri, atti ufficiali, ecc. I testi che accompagnano i vari personaggi e i documenti riprodotti sono a cura di Antoine Captier, Christian Doumergue e Mariano Tomatis; a quest'ultimo dobbiamo l'iniziativa […] delle innumerevoli illustrazioni di alta qualità. […] Ciascuno dei pannelli che compongono il percorso è arricchito da una cronologia dei principali episodi tratti dalla vita del villaggio e del suo parroco. In basso, in quattro lingue, è riportato un riassunto del tema trattato".

Dal momento in cui pronunciai la parola magica ad oggi, quello che era il sogno più grande della mia vita si è realizzato. Ciò non sarebbe mai potuto accadere se in questo viaggio io fossi stato da solo. La chiave del successo di questa iniziativa è la solida rete di rapporti che si è creata dal momento in cui ho iniziato a mettere a disposizione gratuitamente e senza gelosia il materiale che via via raccoglievo intorno al paesino francese. In questa rete si sono trovati immediatamente a proprio agio i molti che condividevano il mio amore per il libero scambio di idee e di documenti storici, atteggiamento così raro in un ambiente la cui cifra principale sembra essere quella dell'esoterismo elitario e del segreto per pochi. Senza il lavoro costante e paziente di tanti, nessuna singola goccia avrebbe mai fatto traboccare il vaso, alimentando così quello che oggi è un museo di cui molti mi hanno scritto di essere fieri. Dal 25 agosto 2008 sino al giorno in cui il museo è stato aperto, ho più volte pianto per la commozione, e mai prima di questi mesi avevo toccato con mano la paradossale verità di quanto affermava Timothy Ferriss, che scriveva: "Fare qualcosa di irrealistico è più facile che fare qualcosa di realistico. La vetta è poco frequentata. Avere un obiettivo particolarmente difficile produce un afflusso di adrenalina che garantisce la resistenza necessaria a superare le inevitabili prove e tribolazioni che ogni obiettivo porta con sé".

Ho affidato all'ultimo pannello in mostra le mie opinioni su Rennes-le-Château e il suo mistero, e non trovo modo migliore per chiudere questo resoconto se non quello di riprodurre, in traduzione italiana, le mie stesse parole:

Raccontare la storia di Bérenger Saunière nel presbiterio in cui è vissuto è ben più che un onore: è un gesto d'amore. In qualità di autore e grafico, mi sono impegnato a disporre colori, immagini e testi in modo da offrire al visitatore la più intensa esperienza emotiva possibile. Il risultato è davanti ai vostri occhi. Per quanto riguarda il mio punto di vista sulla questione, ritengo che Rennes-le-Château sia un luogo che funziona come una grande "tenda sciamanica" - un ventre archetipico nel quale gli individui entrano per indursi visioni e vivere intense esperienze interiori. I miti che circondano la regione hanno contribuito a fare di Rennes-le-Château un forte luogo simbolico. Ciò dimostra la potente influenza che la letteratura e il simbolismo possono avere sull'animo umano.

1.http://jhaldezos.free.fr/livres/Bienvenue_au_musee.html

© 2017 Mariano Tomatis Antoniono