la sentenza definitiva (1911)
Il 5 dicembre 1911 Saunière non si presenta nell’aula di Tribunale in cui è convocato. Il giudice stila una lunga sentenza che si apre con un riassunto degli eventi che hanno dato il via al secondo processo:
Con una sentenza interlocutoria del 5 novembre 1910, il tribunale del giudice ecclesiastico di Carcassonne aveva ingiunto al Sig. Bérenger Saunière di comunicare al suo ordinario i conti dei lavori che aveva eseguito a Rennes-le-Château tramite documenti giustificativi e di ricevere istruzioni dal suo ordinario relativamente ai lavori eseguiti con l’aiuto delle offerte raccolte.
Il Sig. Saunière aveva dichiarato attraverso il suo procuratore di aver potuto raccogliere grosse somme poiché aveva diffuso il suo intento di fondare una casa di ritiro per preti anziani o malati, ovvero un’opera pia della quale egli doveva canonicamente rendere conto al suo vescovo.
Monsignor il Vescovo nominò una commissione per esaminare i conti del Sig. Saunière. Secondo il rapporto della commissione, il Sig. Saunière riconosce di aver ricevuto delle somme considerevoli, ma non presenta alcun documento giustificativo. Per le spese, il Sig. Saunière presenta fogli giustificativi per 36.000 franchi, quando l’ammontare delle spese era di 190.000 franchi. Il Sig. Saunière non fa alcuna proposta circa l’utilizzo da farsi delle costruzioni effettuate.
In assenza dell’imputato, il Tribunale – nelle persone del giudice della Diocesi Gustave Cantegril, del canonico Messal e di don Padriès – così si esprime:
Visto il rapporto presentato a Monsignor il Vescovo dalla commissione incaricata di esaminare i conti del prete Bérenger Saunière;
Considerato che il prete Bérenger Saunière ha richiesto ai fedeli, senza averne il mandato, fondi destinati ad opere pie, come risulta dal processo del 5 novembre 1910;
Considerato che il ricavato di queste richieste aveva una destinazione privata della quale il prete Bérenger Saunière, al suo grado, non era libero di farsi carico;
Considerato che doveva dedicarle, a suo dire, all’abbellimento della chiesa ed alla costruzione di una casa di ritiro per preti anziani o malati;
Considerato che è di pubblica notorietà che, se il prete Bérenger Saunière ha consacrato certe somme ai lavori di restauro nella sua chiesa, egli non ha mai messo in esecuzione l’opera per la quale ha principalmente richiesto fondi; […]
Considerato che […] non vi si trova come i 200 mila franchi circa che egli aveva raccolto siano stati spesi poiché non vengono giustificati che 36 mila franchi circa di spese che, se il prete Bérenger Saunière ha potuto utilizzare utilmente una parte dei fondi ricevuti per la chiesa e per il Calvario, ha speso il resto in costruzioni molto costose senza alcuna utilità né alcun rapporto con il fine che diceva di perseguire;
Considerato che, a dir del prete Bérenger Saunière e dal processo verbale della commissione, risulta che le costruzioni che rappresenterebbero le somme spese non sono nemmeno di sua proprietà poiché edificate su un terreno che ha affermato non appartenergli;
Considerato che dicendo questo ha compromesso per sempre la destinazione delle somme che aveva sollecitato e ricevuto […]
Bérenger Saunière è colpevole di dilapidazione e di deviazione dei fondi di cui era il depositario […] Condanniamo il prete Bérenger Saunière ad una sospensione a divinis della durata di tre mesi a partire dal giorno della notificazione della presente sentenza, sospensione che continuerà peraltro fino a quando egli abbia operato la restituzione dei beni da lui deviati tra le mani di chi di diritto e secondo le forme canoniche.
Questa sentenza, essendo portata in contumacia, è senza appello.1
Seppure la sospensione a divinis abbia un termine teorico di tre mesi nel caso Saunière restituisca i beni sottratti alla Chiesa, in realtà la punizione ha tutta l’aria di essere definitiva: è lo stesso Tribunale ad affermare, nella sentenza, che Saunière "ha compromesso per sempre la destinazione delle somme che aveva sollecitato e ricevuto"; essendo tutti i terreni in mano ai Denarnaud, gli sarà impossibile destinarli all’uso annunciato nelle prime lettere inviate al vescovo – quello di una casa di riposo per preti anziani.
1. Riprodotta in Jacques Rivière, Le fabuleux trésor de Rennes-le-Château, Bélisane, Nizza 1983, pp. 243-249 qui tradotta da Advent Child.
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