richieste di prestito e spese varie (1913)
Nel febbraio 1913 Saunière ricorre al sotterfugio di chiedere un prestito al Crédit Foncier facendo ipotecare a Marie Dénarnaud gli immobili; il 14 febbraio gli viene concesso un prestito di 6000 franchi1.
Nello stesso periodo, per procurarsi altro denaro, Saunière provvede a vendere o barattare diversi pezzi del mobilio di villa Bethania2. Grazie all’aiuto di don Grassaud, il vecchio parroco riesce a piazzare gran parte della sua biblioteca alla libreria Gacon di Lione.
Sorprendono alcune ricevute relative ai primi mesi del 1913 che attestano l’acquisto di vini presso Veove Paul Olivier di Banyuls (20 marzo) e presso L. Ségol a Le Bouscat in Belgio (11 aprile) per la somma di 81,60 franchi. Nei mesi successivi le cifre spese diventeranno ancora più alte: il 5 maggio acquista 220 litri di vino per 135 franchi, mentre presso i Comptoirs des Entrepots Girondins paga, tra il 20 maggio e il 5 dicembre, una somma di ben 553,74 franchi per diversi vini e liquori, alcuni provenienti da Asti.
Se da un lato Saunière sembra in gravi condizioni economiche, dall’altro continua a spendere ingenti somme per acquisti tutt’altro che indispensabili: nel corso del 1913 continua ad ingrandire la sua collezione di francobolli e timbri postali (il 21 giugno acquisterà materiale per 73,74 franchi presso la casa Huot di Parigi) e ad acquistare vestiti per Marie Dénarnaud presso il negozio "La Samaritaine" di Parigi.
Tali spese avvengono tutte per corrispondenza: forse è un modo per dare l’impressione ai compaesani (e quindi al Vescovo) di trovarsi in gravi condizioni di indigenza, mentre nel privato della sua abitazione le sue abitudini sono quelle di una volta.
Anche l’analisi dei suoi quaderni contabili di questi anni sembra confermare la sua volontà di tenere nascoste le spese. Forse per il timore che la sua contabilità possa essere fatta oggetto di indagine, dal giugno 1910 in avanti si limita a registrare le entrate. Questo rende impossibile determinare cone esattezza quale fosse il bilancio degli ultimi anni della sua vita. In ogni caso le entrate, pur più limitate rispetto agli anni precedenti, sono tutt’altro che esigue e soprattutto sono perfettamente coerenti con lo stile di vita che manteneva.
| Anno | Entrate | Uscite | Bilancio | Capitale |
| 1907 | 11300,00 | 8693,50 | +2606,50 | 21721,35 |
| 1908 | 12096,05 | 11236,75 | +859,30 | 22580,65 |
| 1909 | 10553,65 | 9328,75 | +1224,90 | 23805,55 |
| 1910 | 7632,80 | 3369,60 | +4263,20 | 28068,75 |
| 1911 | 5970,90 | |||
| 1912 | 6082,85 | |||
| 1913 | 7259,20 | |||
| 1914 | 8473,40 | |||
| 1915 | 6277,90 |
1. Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, Bélisane, Nizza 1985, p. 227. Pierre Jarnac ha fatto esplicita richiesta del documento di concessione del prestito (N.146226) al Crédit Foncier di Parigi ma con una lettera datata 9 aprile 1980 la direzione gli ha comunicato che è prassi distruggere il materiale dopo tre anni dall’estinzione del prestito.
2. Jarnac 1985, p. 228.
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