la lettera di mathilde (1906)
La morte di Alfred Saunière non costituisce la risoluzione delle tensioni familiari. In una lettera scritta l’anno successivo, Mathilde Saunière reclama dal fratello Bérenger un contributo per la pensione della madre. Non si tratta di un semplice invito: il parroco di Rennes-le-Château viene espressamente convocato davanti al giudice di pace di Couiza, e deve decidere se prendersi in carico la madre per tre mesi oppure versare una somma di tre franchi al giorno per lo stesso periodo di tempo. La sorprendente risposta del sacerdote non tarda ad arrivare; il 1° settembre 1906, in una terza persona che attribuirà a Marie ma con la sua calligrafia, scrive:
A causa della Separazione della Chiesa dallo Stato, non avendo più il signor curato alcuno stipendio, soddisfa le richieste che gli sono state rivolte dichiarando che i suoi guadagni non gli permettono di versare i 3 franchi al giorno.
Il clima di ipocrisia familiare emerge chiaramente dal rifiuto da parte di Saunière di contribuire alle spese per la madre; sappiamo, infatti, che lungi dal non possedere nulla, i suoi risparmi superavano all’epoca i 20 mila franchi.
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