RIVISTA

TESTI DI Sabina Marineo

Lo strano affare del Priorato di Sion

Origini storiche ed evoluzioni moderne

Il Priorato di Sion fondato nel 1956 da Pierre Plantard si ispira ad un Priorato dall’identico nome nato dai frati gerosolimitani dell’abbazia di Notre-Dame du Mont Sion fondata da Goffredo di Buglione durante le Crociate. Una serie di documenti conferma che fu re Luigi VII a portare con sé in Francia alcuni frati dell’Ordine di Sion, donando loro il Priorato di Saint Samson; qui i frati custodirono gli archivi dell’abbazia di Monte Sion. Nel XX secolo Plantard riprese alcune tematiche dello Hieron du Val d’Or, tra cui le aspirazioni ad una Francia come culla della monarchia divina sull’immagine di Goffredo di Buglione, re di Gerusalemme.

N.2 (luglio 2006), pp.70-76.

L’enigma delle due Sion

Il colle sacro di Gerusalemme e la colline inspirée di Maurice Barrès

Il Priorato di Sion di Plantard, ispirato all’Ordine di Sion nato a Gerusalemme durante le Crociate per volere di Goffredo di Buglione, alludeva forse ad una seconda Sion, nella Lorena francese: il santuario di Sion-de-Vaudémont a 40 km da Nancy. Qui venne ambientato il romanzo di Maurice Barrès La colline inspirée (1913) ispirato ad una vicenda realmente accaduta che aveva per protagonista don Leopold Baillard. Come Saunière, il sacerdote ricevette lauti finanziamenti da alcune famiglie nobili per la costruzione di vasti complessi religiosi, spese grandi somme di denaro e venne ostacolato dal vescovo. Baillard, inoltre, simpatizzò con Michel Eugene Vintras, sedicente “profeta” sostenitore della causa monarchica di Charles Naundorff. Non è da escludere che Plantard fosse a conoscenza di questo scenario storico-letterario.

N.5 (ottobre 2006), pp.231-238.

Storia dei due Guglielmo

Ancora un doppio enigma nella storia di Rennes-le-Château

Secondo alcuni studiosi la chiesa di Rennes-le-Château sarebbe stata eretta nel IX sec. da Guglielmo di Gellone, eroe della Chanson de Geste nonché discendente dei Merovingi. Tale identificazione si fonda su un caso di omonimia: anche uno dei primi conti del Razès, la regione di Rennes-le-Château, si chiamava Guglielmo. Una ricerca storica consente di identificare due distinti personaggi: il primo (noto anche come Guglielmo d’Orange) venne nominato santo dopo la morte avvenuta a Gellone nell’812; il secondo (Guillemundi di Razès) divenne conte nel 781. In realtà i due potrebbero essere parenti: secondo la storica Renée Mussot-Goulard la sorella di Guglielmo di Gellone, Alba, sarebbe la madre di Guillemundi. La confusione tra personaggi omonimi è un problema diffuso negli studi dinastici medievali.

N.7 (dicembre 2006), pp.341-347.

Il Midi del Tempio

La presenza dei Cavalieri Templari nella regione dell'Aude

Per studiare la presenza dei Templari nella regione di Rennes-le-Château bisogna rivolgere l’attenzione sul ruolo politico che la Spagna ebbe sulla Linguadoca: sin dal 1131 i Templari ricevettero nell’area diverse donazioni dagli spagnoli, che con il tempo divennero una vera e propria rete di possedimenti. Alla fine del XIII sec. le due case madri nel Roussillon erano a Mas Déu e Perpignan, poco a sud delle due Rennes; i due nuclei svolgevano, per la Spagna, la stessa funzione di Parigi per la Francia settentrionale. Grazie all’appoggio spagnolo il processo ai Templari del 1307 non fu altrettanto drammatico come altrove: nessuno fu torturato, e la confisca dei beni non toccò il nucleo del loro tesoro, scomparso dalla commenda di Perpignan. Secondo un aneddoto riportato da René Mazières, i beni furono nascosti nei pressi della fortezza del Bézu.

N.9 (febbraio 2007), pp.431-442.

Gisors, Rennes-le-Château, Stenay

Il triangolo d’oro del Priorato di Sion

La mitologia del Priorato di Sion non si limita a considerare il ruolo di Rennes-le-Château nella storia segreta della dinastia merovingia, ma comprende molti altri centri “occulti”. I due principali sono Gisors e Stenay, che insieme a Rennes costituiscono il cosiddetto “triangolo d’oro” del Priorato. Ai vertici del triangolo Gérard de Sède dedicò una trilogia: Les Templiers sont parmi nous (1962) parlava del castello di Gisors e dei suoi depositi di documenti segreti; L’Or de Rennes (1967) descriveva Rennes-le-Château come rifugio del “virgulto ardente” Sigeberto IV; La Race Fabuleuse (1974) presentava Stenay, città dove Dagoberto II venne assassinato, come sede di una misteriosa pietra e si spingeva ad ipotizzare origini extraterrestri per la stirpe merovingia. I tre testi sono fondamentali per ricostruire la mitologia plantardiana.

N.12 (maggio 2007), pp.575-583.

I banchetti di villa Bethania

Ma davvero Marie cucinava per Emma Calvé e l'arciduca d'Asburgo?

L'identità degli ospiti che Saunière accolse nella sua villa Bethania è argomento molto controverso. Nel 1967 Gérard de Sède ne ha fornito una lunga lista, comprendente il religioso padre Ferrafiat, il deputato dell'Aude Etienne Dujardin Beaumetz, la cantante lirica Emma Calvé e un ospite misterioso chiamato dai paesani "lo straniero", forse l'arciduca Johann Salvator di Asburgo in incognito. La presenza di alcuni è confermata dalla documentazione, come nel caso di Ferrafiat; per altri è soltanto probabile: con Dujardin Beaumetz il sacerdote tenne certamente un contatto epistolare. Mai confermati, invece, sono i contatti con Emma Calvé, suggeriti ancora oggi da un biografo della cantante. Altrettanto dubbi quelli con "lo straniero" di casa Asburgo: la sempre citata documentazione presso la polizia di Couiza non è mai stata ritrovata.

N.13 (giugno 2007), pp.649-655.

Santa Irmina e la statua scomparsa

La figlia di Dagoberto II nella chiesa di Rennes-le-Château?

Nel 1975 un giornale francese annuncia il furto di una statua di Santa Irmina dalla chiesa di Rennes-le-Château. Della statua, però, non si ha alcuna notizia - né successiva, né tantomeno precedente: non faceva parte delle statue acquistate nel 1897 presso la Maison Giscard da Saunière, né è mai stata citata in alcun rapporto vescovile nel XIX sec. né da alcun libro dedicato all'affaire di Rennes-le-Château. Il reperto ha una notevole importanza simbolica, essendo Santa Irmina la figlia di Dagoberto II e sorella di Sigeberto IV; quest'ultimo, secondo la mitologia del Priorato di Sion, sarebbe sepolto proprio nella chiesa di Rennes. Se però la statua fosse stata collocata nella chiesa da Plantard, costui l'avrebbe certo inclusa nelle sue analisi storico-esoteriche. Il fatto che nessuno ne abbia mai parlato ne fa un elemento storicamente enigmatico.

N.14 (luglio 2007), pp.699-703.

Il mito dei Merovingi e del Re Perduto

Pierre Plantard: un Cavaliere del cigno?

Pierre Plantard non fu il primo a parlare di un figlio di Dagoberto II sopravvissuto ad un agguato nei boschi: già nel XV sec. Ladislaus Sunthaym (1440-1512) aveva scritto che Sigeberto IV, figlio di Dagoberto II e Matilde, era stato attaccato da un cinghiale durante una battuta di caccia, e grazie ai poteri curativi del vescovo Arbogasto era tornato in salute. Plantard sostituì Matilde con una fantomatica “Gisele del Razès” per collegare a Rennes-le-Château la dinastia merovingia, la cui centralità mitologica potrebbe avere origini antiche: i sovrani portavano sulla pelle all’altezza del cuore un segno di riconoscimento: una macchia rossa a forma di croce. A tale segno potrebbe far riferimento la figura della letteratura medievale del “Cavaliere del cigno”, in francese Chevalier du cygne, che suona come Chevalier du signe.

N.16 (settembre 2007), pp.794-801.

con Lucia Zemiti, Loredana Gentile, Anna Maimone, Luciana Nani

La Plume d'Oc 2007: i vincitori

Un concorso all'insegna di cercatori, gnostici e sognatori

N.18 (novembre 2007), p.885.

Et in Arcadia…

Le nebbie del Brouillard e il mistero alla luce del giorno

Dopo aver trattato con precisione gli avvenimenti occorsi nel monastero francese di Sion-Vaudémont (nel romanzo La Colline inspirée) lo scrittore Maurice Barrès ha anticipato, nella sua raccolta di pensieri Le mystère en pleine lumiere, molti temi che diventeranno centrali nella mitologia del Priorato di Sion: l’indice sollevato del Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, la cappella degli angeli di Saint Sulpice e i dipinti di Eugène Delacroix, Giovanna d’Arco e soprattutto la celebre frase ET IN ARCADIA EGO, citata in un capitolo che parla anche di Nicolas Poussin. Tali elementi erano evidentemente parte di una rete di conoscenze che era al centro dell’interesse di molti personaggi dediti all’esoterismo, tra cui Joris-Karl Huysmans, Stanislas de Guaita, Jules Bois, Georges Monti e Josephin Peladan.

N.18 (novembre 2007), pp.893-898.

con Mariano Tomatis Antoniono

Errata corrige relativa alle pp.296 e 799

N.20 (gennaio 2008), p.981.

I tesori di Rennes-le-Château e il periodo Corbu

I primi passi del mito tra gli Anni Cinquanta e Sessanta

Con la morte di Marie Denarnaud nel 1953 l’albergatore Noël Corbu (1912-1968) diede il via alla mitologia di Rennes-le-Château con l’incisione di un nastro magnetico in cui si avanzavano le prime ipotesi sulla natura del tesoro di Bérenger Saunière. Corbu effettuò anche alcuni scavi insieme al dottor Malacan e a René Descadeillas (1909-1986), trovando un teschio dietro l’altare della chiesa e tre scheletri. Negli stessi anni la collina venne raggiunta da diversi cercatori di tesori; i più celebri furono Robert Charroux (1909-1978), Jacques Cholet (1911-1985) e Rolland Domergue. Intanto in Svizzera Pierre Plantard (1920-2000) fondava il Priorato di Sion, che solo dal 1965 in avanti si legherà alle vicende di Rennes-le-Château. Il periodo Corbu costituisce, evidentemente, il momento chiave nella genesi della leggenda del villaggio francese.

N.21 (febbraio 2008), pp.1029-1038.

Sulle tracce di Otto Rahn

Lo scrittore di Himmler a Rennes-le-Château?

Secondo una tradizione orale, lo storico Otto Rahn (1904-1939) visitò Rennes-le-Château durante i suoi studi sui catari nel sud della Francia. Il tedesco avrebbe potuto conoscere la vicenda di Bérenger Saunière attraverso Déodat Roché, magistrato residente ad Arques e conoscente del sacerdote. E’ invece documentata la sua ricerca del Santo Graal, ritenendo che i Catari lo avessero conservato a Montsegur, l'ultima fortezza catara a cadere in mano all'Inquisizione durante la crociata albigese. Nel 1929 fece varie ricerche archeologiche in Provenza e Linguadoca dove supponeva si fosse svolta la leggenda di Parsifal, che credette essere essenzialmente allineata alla storia dei Catari. La morte in circostanze sospette nel 1939 e una lettera in cui accenna a “grosse sorprese” continuano a far discutere gli studiosi.

N.24 (maggio 2008), pp.1203-1214.

con Mariano Tomatis Antoniono, Lucia Zemiti, Mattia Telloli

Il processo ecclesiastico di Bérenger Saunière

Analisi documentale del lungo scontro con il Vescovo di Carcassonne

Dal 1909 Bérenger Saunière si trova ad affrontare un lungo processo ecclesiastico intentato dal vescovo Beuvin de Beauséjour; è accusato di aver venduto messe senza passare attraverso la dioscesi, di aver raccolto in questo modo grosse somme di denaro senza celebrare tutte le messe vendute e di aver speso gran parte del denaro così raccolto per opere che non hanno nulla a che vedere con il culto religioso. Durante il processo emergono altre due colpe: quella di aver disobbedito al vescovo, che gli aveva ordinato di interrompere la vendita delle messe, e quella di aver intestato tutti i beni ad una persona laica - Marie Dénarnaud. Le giustificazioni del sacerdote non convincono il tribunale, che lo sospende a divinis. Il tentativo di ricorso a Roma si interrompe senza esito positivo per la morte di Saunière.

N.25 (ottobre 2008), pp.1235-1267.

Orval e Paray-le-Monial

Le due “Val d’Or” del mito di Rennes-le-Château

Nell’ambito della mitologia di Rennes-le-Château compaiono due città chiamate Orval, una in Belgio, l’altra in Francia. Entrambe devono il nome alle parole “Val d’Or”, valle d’oro. La prima ospita un’abbazia che torna spesso negli scritti di Pierre Plantard, dove viene collegata all’Ordine di Sion a Gerusalemme. La seconda, che oggi ha il nome di Paray-le-Monial, divenne il centro del culto del Sacro Cuore, cui Saunière sarà molto legato per la sua posizione politica monarchica. A Paray nacque anche lo Hiéron du Val d’Or, confraternita che si prefiggeva di preparare l’avvento di un “Regno eucaristico” che si sarebbe basato su una sorta di cristianesimo gnostico delle origini - elementi che rimandano alla concezione politica e religiosa espressa da Henri Boudet nel suo libro La vera lingua celtica e il cromleck di Rennes-les-Bains.

N.26 (novembre 2008), pp.1306-1315.

 

Questa rivista si ispira alle parole di Louis Pauwels e Jacques Bergier: "È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, delle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l'irreale".

© 2018 Mariano Tomatis Antoniono