RIVISTA

NUMERO 12 • maggio 2007

Mariano Tomatis Antoniono

Editoriale

Qualcosa di nuovo

Alfredo Castelli

Il tesoro dei templari

Tratto dalla voce “Gisors” dell’Enciclopedia dei Misteri di Martin Mystère

Corrado Roi

Una tavola a fumetti sul castello di Gisors

Tratta da Martin Mystère 89 “Il segreto dei Templari”

Philippe de Chérisey

In merda thesaurus

Traduzione del primo capitolo de L’énigme de Rennes (1978)

M. Pelisson

Lettera del sindaco di Gisors a Pierre Plantard

Traduzione italiana della missiva del 6 gennaio 1960

M. Adeline

Lettera di M.Adeline a Pierre Plantard

Traduzione italiana della missiva datata 12 settembre 1962

Gérard de Sède, Pierre Plantard, Philippe de Chérisey

Richiesta di autorizzazione per effettuare scavi a Gisors

Traduzione italiana della missiva del 1 novembre 1962

Gédéon Dubreuil

Il prigioniero della torre

La leggenda di Nicolas Poulain tratta da Gisors et ses environs (1857)

Gédéon Dubreuil

I sotterranei del castello di Gisors

Due pagine tratte dal libro Gisors et ses environs (1857)

Sabina Marineo

Gisors, Rennes-le-Château, Stenay

Il triangolo d’oro del Priorato di Sion

La mitologia del Priorato di Sion non si limita a considerare il ruolo di Rennes-le-Château nella storia segreta della dinastia merovingia, ma comprende molti altri centri “occulti”. I due principali sono Gisors e Stenay, che insieme a Rennes costituiscono il cosiddetto “triangolo d’oro” del Priorato. Ai vertici del triangolo Gérard de Sède dedicò una trilogia: Les Templiers sont parmi nous (1962) parlava del castello di Gisors e dei suoi depositi di documenti segreti; L’Or de Rennes (1967) descriveva Rennes-le-Château come rifugio del “virgulto ardente” Sigeberto IV; La Race Fabuleuse (1974) presentava Stenay, città dove Dagoberto II venne assassinato, come sede di una misteriosa pietra e si spingeva ad ipotizzare origini extraterrestri per la stirpe merovingia. I tre testi sono fondamentali per ricostruire la mitologia plantardiana.

Mariano Tomatis Antoniono

La Dalle de Coumesourde e il triangolo d’oro

La mano di Plantard dietro al celebre reperto?

La Dalle de Coumesourde esiste soltanto nella riproduzione che ne dà Gérard de Sède nel 1967. Un’analisi testuale rivela che il triangolo rappresentato sulla superficie fa riferimento allo scenario mitologico del Priorato di Sion: SAE e SIS si riferiscono a Sant’Antonio l’Eremita e Sant’Isidoro di Siviglia; la lettera M rappresenta il Meridiano di Parigi mentre le lettere PS si collegano a Papa Sergio. Nel 1979 Jean-Luc Chaumeil ripropone la figura nel libro Le trésor du triangle d’or, associando i vertici a Gisors, Stenay e Rennes-les-Bains: si tratterebbe, dunque, di un’antica rappresentazione del Triangolo d’oro teorizzato da Plantard. In realtà il reperto non esiste più e forse non è mai esistito: potrebbe essere stato realizzato direttamente dall’esoterista e consegnato a de Sède insieme al materiale per il suo L’Or de Rennes.

Anonimo

Vandalismo a Rennes-le-Château - Il diavolo decapitato

Un articolo dal Midi-Libre del 23 aprile 1996

Anonimo

Un mistero in più - Il diavolo decapitato a Rennes-le-Château

Un articolo dal Midi-Libre del 23 aprile 1996

Anonimo

Vandalismo a Rennes-le-Château - Il diavolo decapitato

Un articolo da l’Indépendant del 23 aprile 1996

Anonimo

Il giornale tedesco del 1898

I frammenti trovati nei quattro angeli

Domenico Migliaccio

La chance di Filippo

Introduzione al romanzo CIRCUIT (1971)

Dingron Mozart

Prefazione di Dingron Mozart dell'istituto

Prefazione al romanzo CIRCUIT (1971)

Philippe de Chérisey

Avvertenza alla Prefazione

Seconda prefazione al romanzo CIRCUIT (1971)

Philippe de Chérisey

L'alibi d'O

Appendice al romanzo CIRCUIT (1971)

Mariano Tomatis Antoniono

La decifrazione proposta in L'alibi d'O (1971)

Note esplicative del procedimento di decodifica della Grande Pergamena

La nota frase “BERGERE PAS DE TENTATION…” compare per la prima volta nel 1965 in un testo di Madeleine Blancasall, ma solo nel 1971 - in CIRCUIT - Philippe de Chérisey presenta un metodo quasi completo per ricavarla dalla Grande Pergamena: alle 128 lettere in eccesso sulla pergamena si applica la chiave MORTEPEE - ricavata dagli errori della stele de Nègre - e al risultato si applica la chiave costituita dall’epitaffio inciso sulla stessa stele. Quello che si ottiene si scrive su due scacchiere e, seguendo il percorso del cavallo, è possibile leggere la frase risultante. De Chérisey riporta fedelmente le sequenze ad ogni passo della decifrazione, tralasciando soltanto un particolare fondamentale: dopo aver applicato la chiave MORTEPEE, la sequenza risultante va capovolta. Questo è il procedimento più breve e diretto ad oggi noto.

Lucia Zemiti

Les Contes de Mammaoca X

Enrico Crippa

Enquetes sur Rennes-le-Château 12

 

Questa rivista si ispira alle parole di Louis Pauwels e Jacques Bergier: "È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, delle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l'irreale".

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