RIVISTA

NUMERO 18 • novembre 2007

Mariano Tomatis Antoniono

Editoriale

Quella croce dovrebbe stare in un museo

Diego Cuoghi

Leonardo da Vinci e Giovannina

Il viso fantasticho che colpì l'artista

La giornalista Vittoria Haziel ha recentemente affermato di aver anticipato Dan Brown nell’ipotizzare che la persona a fianco di Gesù nell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci sarebbe una donna: ciò sarebbe dimostrato da una frase dell’artista che descriverebbe la modella da cui avrebbe tratto ispirazione, da lui chiamata “Giovannina”. L’appunto, tratto dal Codice Forster e qui riprodotto, in realtà non afferma nulla a proposito di una modella né parla del celebre affresco. L’aggettivo usato per definire il viso di Giovannina (“fantasticho”) suggerisce piuttosto che si tratti di una donna dal viso bizzarro; già Giorgio Vasari ricordava che Leonardo era solito cercare gente dall’aspetto bizzarro in giro per la città per poi farne degli schizzi. Molte sue caricature di questo tipo sono giunte a noi.

Marcuzio Isauro

Aufer caput, corpus ne tangito

Primo classificato al concorso La Plume d'Oc 2007

Luigi Calabrò

Quatto potere

Secondo classificato al concorso La Plume d'Oc 2007

Tiziana Pompili

Il vento dell'Aude

Terzo classificato al concorso La Plume d'Oc 2007

Lucia Zemiti, Sabina Marineo, Loredana Gentile, Anna Maimone, Luciana Nani

La Plume d'Oc 2007: i vincitori

Un concorso all'insegna di cercatori, gnostici e sognatori

Mariano Tomatis Antoniono

Le ricerche dell'ingegner Léon Fontan a Rennes-le-Château

Introduzione alla serie L'Or du Temple (La Depeche du Midi, 14-16 ottobre 1971)

Henri Rozès

Un ingegnere di Strasburgo ha scoperto il tesoro?

Articolo 1 di 3 della serie L'Or du Temple (La Depeche du Midi, 14 ottobre 1971)

Henri Rozès

Il tesoro non è quello del reverendo Saunière

Articolo 2 di 3 della serie L'Or du Temple (La Depeche du Midi, 15 ottobre 1971)

Henri Rozès

Forse il tesoro è a 5 km da Rennes a una profondità di 15 metri

Articolo 3 di 3 della serie L'Or du Temple (La Depeche du Midi, 16 ottobre 1971)

Mariano Tomatis Antoniono

Allineamenti geografici e regressione lineare

Un metodo efficace per individuare strutture lineari su piani cartesiani

E’ possibile definire “allineamento” un insieme di punti distanti dalla retta di regressione non più di un parametro E. Questa nuova definizione consente di identificare con precisione tutti gli allineamenti dei punti su una mappa geografica. Per analizzare l’area di Rennes-le-Château è stato predisposto un software nell’ambiente di analisi statistica R che ha preso in considerazione 61 chiese e cappelle della zona. Con il metodo della regressione lineare sono stati individuati, in particolare, due allineamenti che coinvolgono ognuno cinque chiese. Ciò non ha alcuna significatività statistica: effettuata la stessa analisi su 10 mappe delle stesse dimensioni generate casualmente, la frequenza di allineamenti sulla mappa dell’area di Rennesle- Château e sulle mappe casuali non hanno mostrato differenze significative (p=0.52).

Sabina Marineo

Et in Arcadia…

Le nebbie del Brouillard e il mistero alla luce del giorno

Dopo aver trattato con precisione gli avvenimenti occorsi nel monastero francese di Sion-Vaudémont (nel romanzo La Colline inspirée) lo scrittore Maurice Barrès ha anticipato, nella sua raccolta di pensieri Le mystère en pleine lumiere, molti temi che diventeranno centrali nella mitologia del Priorato di Sion: l’indice sollevato del Giovanni Battista di Leonardo da Vinci, la cappella degli angeli di Saint Sulpice e i dipinti di Eugène Delacroix, Giovanna d’Arco e soprattutto la celebre frase ET IN ARCADIA EGO, citata in un capitolo che parla anche di Nicolas Poussin. Tali elementi erano evidentemente parte di una rete di conoscenze che era al centro dell’interesse di molti personaggi dediti all’esoterismo, tra cui Joris-Karl Huysmans, Stanislas de Guaita, Jules Bois, Georges Monti e Josephin Peladan.

Mariano Tomatis Antoniono

Rennes-le-Château sotto la dominazione visigota

Un tentativo di ricostruzione dell'antica cittadella fortificata

Se è certo che nel 436 la regione di Rennes-le-Château venne occupata dai Visigoti, mancano del tutto le tracce archeologiche di un loro insediamento nell’antica cittadella; non esiste alcun reperto né alcun sepolcro che dimostri una presenza dei Visigoti. Ciò fa concludere che la tradizione di una Rhedae visigota, dovuta principalmente ad un testo di Louis Fédié, è da rivedere. Più probabilmente la cittadella subì soltanto il controllo da parte degli occupanti, mantenendo le tradizioni gallo-romane. E’ comunque verosimile l’ipotesi secondo cui all’epoca fossero due i nuclei fortificati: l’uno a nord corrisponde all’attuale villaggio, l’altro a sud si trovava sulla sommità dello sperone le Casteillas. L’occupazione visigota si concluse nel 725 con l’invasione degli Arabi, seguiti nel 759 dai Franchi che fecero dell’antica Redas una città comitale.

Mariano Tomatis Antoniono

Introduzione a L'affaire di Rennes-le-Château

La risposta di Serge Roux all'articolo di Lionel Burrus

Serge Roux

L'affaire di Rennes-le-Château

Risposta al signor Lionel Burrus

Lucia Zemiti

Sale, Saunage e Saunière

L'insolita origine del cognome del curé aux milliards

Lucia Zemiti

Les Contes de Mammaoca XIII

Marie Christine Lignon

Enquêtes sur Rennes-le-Château 18

 

Questa rivista si ispira alle parole di Louis Pauwels e Jacques Bergier: "È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, delle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l'irreale".

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