RIVISTA

NUMERO 5 • ottobre 2006

Mariano Tomatis Antoniono

Editoriale

I tre bussolotti

Mariano Tomatis Antoniono

Introduzione storica del documento

La Relazione della visita episcopale a Rennes-le-Château del 1889 è un documento di fondamentale importanza perché, insieme alle relazioni del 1856 e del 1876, consente di conoscere le condizioni dell’epoca della chiesa di Santa Maddalena e ricostruire con precisione la cronologia dei lavori di restauro eseguiti da Saunière dopo il suo arrivo a Rennes nel 1885. Il documento fornisce, inoltre, un riferimento temporale interessante quando cita una zia di Saunière insieme alla quale il sacerdote stava vivendo, consentendo così di determinare che il periodo durante il quale fu ospitato presso la famiglia Dénarnaud finì prima del 1889. La relazione conferma, inoltre, la ben nota posizione politica di Saunière quando registra le sue lamentele per la presenza, in paese, di una scuola laica dalla quale la religione è del tutto bandita.

Bérenger Saunière

Relazione della visita episcopale a Rennes-le-Château del 1889

Mattia Telloli

Il segreto del diavolo

Il demone installato sotto l’acquasantiera nella chiesa di Rennes-le-Château era un pezzo unico che non si trovava sui cataloghi ufficiali della maison Giscard, e fu ordinato su specifiche direttive di Saunière. Un esame della statua rivela alcuni elementi che trovano corrispondenza sul territorio rappresentato sulla cartina acclusa a La Vera Lingua Celtica, il libro di Henri Boudet. Questo studio approfondisce ed amplifica il parallelismo già evidenziato da Pierre Plantard e successivamente ripreso da Gérard de Sède, che ritenevano le decorazioni della chiesa di Santa Maddalena una rappresentazione dei luoghi circostanti Rennes-les-Bains. Ciò suggerirebbe uno specifico interesse di Saunière per il territorio della stazione termale e per la mappa disegnata da Edmond Boudet.

Sabina Marineo

L’enigma delle due Sion

Il colle sacro di Gerusalemme e la colline inspirée di Maurice Barrès

Il Priorato di Sion di Plantard, ispirato all’Ordine di Sion nato a Gerusalemme durante le Crociate per volere di Goffredo di Buglione, alludeva forse ad una seconda Sion, nella Lorena francese: il santuario di Sion-de-Vaudémont a 40 km da Nancy. Qui venne ambientato il romanzo di Maurice Barrès La colline inspirée (1913) ispirato ad una vicenda realmente accaduta che aveva per protagonista don Leopold Baillard. Come Saunière, il sacerdote ricevette lauti finanziamenti da alcune famiglie nobili per la costruzione di vasti complessi religiosi, spese grandi somme di denaro e venne ostacolato dal vescovo. Baillard, inoltre, simpatizzò con Michel Eugene Vintras, sedicente “profeta” sostenitore della causa monarchica di Charles Naundorff. Non è da escludere che Plantard fosse a conoscenza di questo scenario storico-letterario.

Laurent Buchholtzer Octonovo

La maquette di Saunière

Il vero segreto di Rennes-le-Château o un altro inganno?

Nell’agosto 1995 André Douzet ha presentato un plastico che rappresenta i luoghi della Passione di Cristo, affermando che sarebbe stato realizzato su ordine di Bérenger Saunière; nel plastico Douzet ha riconosciuto alcuni particolari corrispondenti alle colline intorno a Périllos, sui Pirenei Orientali: Saunière avrebbe nascosto nel plastico dei riferimenti a punti geografici intorno a Rennes-le-Château; per realizzarlo si sarebbe servito di precisi strumenti ottici acquistati a Lione. L’ipotesi è stata duramente contestata perché Douzet non ha mai presentato le prove di quanto afferma; al contrario, l’analisi approfondita dei Quaderni di Contabilità di Saunière non mostra traccia alcuna di scambi epistolari tra il sacerdote ed il presunto realizzatore del plastico né di viaggi a Lione o dell’acquisto di strumenti ottici.

Manuel Bastioni

La favola della sezione aurea

Alcune opere d’arte contengono il numero d’oro per puro caso?

La Sezione Aurea - che tanta parte ha nelle interpretazioni esoteriche odierne di opere d’arte, edifici e mappe geografiche - è un termine introdotto nel 1835: in precedenza era definita “divisione in media ed estrema ragione” e non aveva il ruolo simbolico che oggi le viene attribuito. Un testo di Erodoto affermerebbe che gli antichi egizi conoscevano la Sezione Aurea e il pi greco e li avevano “nascosti” nelle misure della Grande Piramide. In realtà la presenza delle due costanti è dovuta, più probabilmente, alla scelta degli strumenti di misura utilizzati per fissare le dimensioni della piramide, costituiti da una ruota circolare. Il ritrovamento delle stesse costanti in una qualsiasi opera d’arte è fin troppo semplice se si scelgono opportunamente i segmenti da considerare: ciò impone una certa cautela nell’approccio geometrico all’arte.

Alessandro Lorenzoni

Le croci incise sulle montagne di Rennes-le-Château

Dalle incisioni più antiche ai falsi del XX secolo

Lo studio delle incisioni a croce sulle montagne intorno a Rennes-les-Bains è particolarmente complesso sia per le molte forme che assumono, relative a tradizioni religiose molto distanti tra loro (le croci ansate, ad esempio, evocano l’Antico Egitto), sia perché una gran parte di esse sono state realizzate nel corso del XX secolo per alimentare letture esoteriche delle vicende locali. Pierre Plantard, ad esempio, è il primo a parlare di una croce incisa sotto la Tour Magdala. Il libro di don Henri Boudet La Vera Lingua Celtica (1886) e un articolo di Germain Sicard (1926) forniscono un utile (sebbene parziale) censimento delle croci più antiche. Particolarmente preziosa è la cartina di Edmond Boudet, allegata all’opera del vecchio parroco di Rennes-les-Bains, su cui le croci sono segnate accanto alle località in cui appaiono.

Mariano Tomatis Antoniono

Il museo di Rennes-le-Château in Gabriel Knight 3

L’esposizione a vignette tratta dal popolare videogioco

Anonimo

Un rebus che segue il salto del cavallo (1880)

Tratto dalla rivista della Scapigliatura La farfalla

Domenico Migliaccio

Sophia et Kaos

L'écriture D.M.

Lucia Zemiti

Les Contes de Mammaoca - IV

Marie Christine Lignon

Enquetes sur Rennes-le-Château 5

 

Questa rivista si ispira alle parole di Louis Pauwels e Jacques Bergier: "È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, delle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l'irreale".

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