RIVISTA

NUMERO 7 • dicembre 2006

Mariano Tomatis Antoniono

Editoriale

Dal primo… al dolce!

Mariano Tomatis Antoniono

Rennes-le-Château su Il Giornale dei Misteri (1992)

Il primo dossier italiano sull'enigma di Bérenger Saunière

Dario Spada

Il mistero di Rennes-le-Château - parte 1

Dario Spada

Il segreto di Saunière - parte 2

Dario Spada

L'eredità dell'abate Saunière - parte 3

Mariano Tomatis Antoniono

Rennes-le-Château: una secolare caccia al tesoro

Il fascino di una complessa ricerca

Lo studio dell’enigma di Rennes-le-Château è paragonabile al tentativo di ricostruire un disegno utilizzando pezzi di puzzle provenienti da molte scatole: elementi di epoche diverse si mescolano tra loro rendendo impossibile qualsiasi disegno complessivo. E’ quindi necessario datare con precisione ogni elemento e valutarne il grado di attendibilità storica. Esistono molti documenti primari che consentono una buona ricostruzione delle vicende di Bérenger Saunière. Più deboli sono le conclusioni basate su improbabili riflessioni geometriche applicate alla topografia dell’area intorno a Rennes-le-Château: chi ha segnalato la presenza di un pentacolo notevole, ad esempio, non ha tenuto in considerazione né il suo grado di imprecisione, venuto a galla con analisi effettuate su foto satellitari, né la sua irrilevanza statistica.

Sabina Marineo

Storia dei due Guglielmo

Ancora un doppio enigma nella storia di Rennes-le-Château

Secondo alcuni studiosi la chiesa di Rennes-le-Château sarebbe stata eretta nel IX sec. da Guglielmo di Gellone, eroe della Chanson de Geste nonché discendente dei Merovingi. Tale identificazione si fonda su un caso di omonimia: anche uno dei primi conti del Razès, la regione di Rennes-le-Château, si chiamava Guglielmo. Una ricerca storica consente di identificare due distinti personaggi: il primo (noto anche come Guglielmo d’Orange) venne nominato santo dopo la morte avvenuta a Gellone nell’812; il secondo (Guillemundi di Razès) divenne conte nel 781. In realtà i due potrebbero essere parenti: secondo la storica Renée Mussot-Goulard la sorella di Guglielmo di Gellone, Alba, sarebbe la madre di Guillemundi. La confusione tra personaggi omonimi è un problema diffuso negli studi dinastici medievali.

Alessandro Lorenzoni

Nicolas Poussin nella mitologia di Pierre Plantard

Come la vita del pittore si è intrecciata alle vicende di Rennes-le-Château

Nicolas Poussin è oggi considerato uno degli elementi fondamentali dello scenario mitologico di Rennes-le-Château, nonostante sia entrato a farne parte soltanto nel corso del XX secolo per opera di Pierre Plantard. L’artista era utile all’esoterista francese perché la tomba riprodotta sul celebre quadro Pastori d’Arcadia era molto simile a quella in località Les Pontils, vicino a Rennes-le-Château: nello scenario elaborato da Plantard, quel sepolcro divenne un segno delle sue rivendicazioni dinastiche, essendo l’ultimo lascito della dinastia merovingia nel territorio del Razès lasciato per ricordare agli iniziati che un giorno il Re Perduto avrebbe fatto ritorno. In questo dunque risiede il “Segreto di Poussin” nell’elaborazione di Plantard: l’esistenza di una dinastia dimenticata che ritornerà per riscuotere ciò che le è stato sottratto secoli prima.

Mario Iannaccone

Un mondo al tramonto

Una lettura iconologica dei Pastori d'Arcadia

Alle numerose sovraintepretazioni esoteriche dell’opera di Nicolas Poussin più nota agli appassionati di Rennes-le-Château si può opporre una lettura iconologica che prenda in considerazione i suoi elementi collocandoli nel contesto storico in cui il lavoro è stato realizzato. Il cardinale committente, Giulio Rospigliosi, chiese un soggetto che ricordasse che la felicità e la vita sono soggette alla morte. Il sepolcro in primo piano immerso nell’Arcadia felice, la Sibilla che indossa il copricapo tipico di questa figura e fa presagire l’unica profezia valida per tutti gli uomini, la fonte disseccata ai piedi della tomba sono coerenti con l’immagine della morte, sottolineata con forza subliminale da un particolare nascosto: il braccio del pastore inginocchiato proietta un’ombra a forma di falce, attributo iconografico tipico della morte.

Anonimo

Una torta speciale per il reverendo

Una curiosa lettera del 25 maggio 1914

Lucia Zemiti

Il monte Bugarach e il Meridiano di Parigi

Le triangolazioni di Méchain per calcolare la lunghezza del metro

Le moderne triangolazioni del territorio di Rennes-le-Château, alla ricerca di bizzarri schemi geometrici, hanno un precedente illustre e di straordinario interesse scientifico: tra il 1792 ed il 1799 Pierre Méchain (1744-1804) e Jean Baptiste Delambre (1749-1822) furono impegnati in un meticoloso lavoro di triangolazione da Dunquerque a Barcellona con l’intento di calcolare la lunghezza del meridiano terrestre e ottenerne la misura del “metro”, definito come la decimilionesima parte del quarto del meridiano stesso. Per l’installazione di una stazione di rilevamento venne scelto, tra gli altri, il monte Bugarach, luogo entrato a far parte dello scenario mitologico di Rennes-le-Château come Montagna Incantata. Per Méchain fu uno dei luoghi più difficili da scalare, sia per la sua conformazione sia per le condizioni atmosferiche avverse.

Lucia Zemiti

Les Contes de Mammaoca VI

Marie Christine Lignon

Enquetes sur Rennes-le-Château 7

 

Questa rivista si ispira alle parole di Louis Pauwels e Jacques Bergier: "È per difetto di fantasia che letterati e artisti cercano il fantastico fuori della realtà, delle nuvole. Non ne ricavano che un sottoprodotto. Il fantastico, come le altre materie preziose, deve essere estratto dalle viscere della terra, dal reale. E la fantasia autentica è ben altra cosa che una fuga verso l'irreale".

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