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VITA DI DAGOBERTO II

In seguito alla morte di Dagoberto I e alla frammentazione del regno tra l'Austrasia da un lato e Borgogna/Neustria dall'altro, la tensione tra le due regioni è destinata a crescere.

In Austrasia il controllo del potere da parte dei Pepinidi è tale che uno di loro, il maestro di palazzo Grimoaldo, nel 651 fa adottare a Sigeberto III suo figlio Childeberto - che viene quindi soprannominato "l'adottato"; ciò nella speranza che sarà la famiglia dei Pepinidi a succedere a Sigeberto (1).

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E' il reverendo Daniel a rivelare le intenzioni di Grimoaldo, frustrate presto dalla nascita di un erede a Sigeberto: "I grandi progetti del maestro furono vanificati dal momento che il re ebbe un figlio cui diede il nome del suo antenato Dagoberto" (2).

Clicca per vedere: Pére G. Daniel 1722

Il Liber Historiæ Francorum lo ricorda con le parole "filium eius parvolum nomine Daygobertum" (3).

Poco prima di morire (4), Sigeberto affida a Grimoaldo il figlio Dagoberto.

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Secondo il reverendo Daniel, "questo bambino non aveva che sette o otto anni quando il padre morì" (5). Approfittando della giovane età di Dagoberto, Grimoaldo provvede alla sua tonsura. Nel Liber Historiæ Francorum si legge: "Grimoaldus Daygobertum totundit" (6).

Clicca per vedere: Liber Historiæ Francorum, cap.43.

François de Belleforest lo conferma: "Grimoaldo fa eseguire una tonsura dal vescovo di Poitiers Dodon".

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Secondo François Eudes de Mézeray "Verso l'anno 653 Grimoaldo [...] fa eseguire la tonsura dal vescovo di Poitiers Didon" (7).

Clicca per vedere: François Eudes de Mézeray 1687

Il piccolo Dagoberto viene dunque esiliato: secondo il Liber Historiæ Francorum "in Scocia", accompagnato dal vescovo di Poitiers, Didone Pectavense; anche de Belleforest parla di "Escosse", Jean du Tillet (1618) di "Ecosses" (8).

Clicca per vedere: Jean du Tillet 1618

De Mézeray parla piuttosto di Irlanda e di un monastero appartato; il reverendo Daniel mette d'accordo un po' tutti, scrivendo che "Didone vescovo di Poitiers [...] lo condusse in Ecosse" e in una nota a piè pagina specifica: "So bene che l'Hibernia [Irlanda], che veniva anche chiamata Isola degli Scozzesi, è stata in qualche occasione chiamata Scotia; ma a quanto racconta la Vita di San Vuilfrid, Dagoberto non raggiunse l'Hibernia se non dopo essere stato in Ecosse" (9).

Secondo François Eudes de Mézeray, "è probabile che [Grimoaldo] abbia diffuso la voce che il piccolo fosse morto" (10). Padre Daniel aggiunge che Grimoaldo "ne celebrò pubblicamente i funerali" (11). A seguito di ciò, Imnechilde, moglie di Sigeberto III e madre di Dagoberto, si rifugia quindi dal cognato Clodoveo II in Neustria (12).

Clicca per vedere: François Eudes de Mézeray 1685

Ma che ne è del piccolo Dagoberto? Padre Daniel ritrova nella Vita Wilfridi alcuni accenni al giovane figlio di Sigeberto III e li riporta così: "Lasciato in Scozia o in Irlanda ad un'età ancora tenera dal vescovo di Poitiers, che l'aveva accompagnato, vaga a lungo senza ricevere alcun aiuto, esposto a mille pericoli e in uno stato di grande miseria. Vi dimora per diversi anni senza osare di tornare in Francia, dove sapeva bene che non sarebbe stato al sicuro, e forse nasconde a tutti la sua identità col timore che qualcuno in Francia possa sapere di lui e mandare qualcuno ad assassinarlo. Mentre si trova in questa condizione, incontra un inglese di valore, Wilfrid, col quale fa conoscenza e a cui confida la propria miseria. L'inglese viene mosso a compassione, lo trattiene presso di sé e lo porta in Inghilterra" (13).

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San Wilfrid (~634-709), vescovo di York dal 664 al 678, è un personaggio chiave nella ricostruzione della vita di Dagoberto: è nella sua biografia scritta dal suo contemporaneo Eddius Stephanus, la Vita Wilfridi, che si racconta l'esilio di Dagoberto II (14).

Clicca per vedere: Eddius Stephanus ~700

Intanto in Austrasia il governo di un Pepinide, Grimoaldo, incontra presto l'opposizione dei notabili del regno, che vogliono ripristinare la linea di sangue merovingia; è Clodoveo II ad intervenire dalla Neustria: secondo François de Belleforest, Grimoaldo e il figlio vengono catturati e fatti prigionieri a Parigi.

Clicca per vedere: François de Belleforest 1573

Mézeray avanza anche l'ipotesi che i due siano stati uccisi (15); è della stessa opinione Jean du Tillet, secondo cui Grimoaldo viene imprigionato e condannato a morte per tradimento e lesa maestà e suo figlio Childeberto "l'adottato" ucciso in battaglia (16).

Clicca per vedere: Jean du Tillet 1618

Il regno di Clodoveo II sull'Austrasia dura poco: alla sua morte viene suddiviso tra due dei suoi tre figli: Clotario III e Childerico II. Clotario III ha soltanto cinque anni quando diventa il reggente della Neustria; fa le sue veci il maestro di palazzo Ebroin. Alla morte di Clotario III, è il terzo fratello Tierri III a succedergli. In Austrasia è Childerico II a diventare re, ma anch'egli non ha che 3 o 4 anni.

In Neustria si procede alla tonsura di Tierri III, che viene mandato nel monastero di Saint Denis, e Austrasia e Neustria si riuniscono nelle mani di Childerico II. Alla morte di costui, la situazione politica è molto confusa: per riportare al trono un sovrano di stirpe merovingia, Tierri III viene richiamato da Saint Denis e rimesso sul trono.

A proposito della morte di Childerico II, François Eudes de Mézeray riporta un fatto curioso: qualche anno prima del 1685 presso la chiesa di Saint Germain des Pres vennero ritrovate due sepolcri di pietra, l'uno accanto all'altro; contenevano i corpi di un uomo, una donna e un bambino. L'iscrizione "Childeric" e alcuni ornamenti reali fecero ipotizzare che si trattasse delle tombe di Chiderico II, di sua moglie e del figlio (17).

Clicca per vedere: François Eudes de Mézeray 1685

Continua de Mézeray: "persuasi dalla regina Imnechilde, vedova di re Sigeberto II (sic) [...] gli abitanti dell'Austrasia si ricordarono di quel Dagoberto che Grimoaldo aveva sottoposto a tonsura e relegato in Irlanda, e lo riconobbero re d'Austrasia, dove regnò per diversi anni" (18).

Clicca per vedere: François Eudes de Mézeray 1685

Accompagnato da Wilfrid (19) Dagoberto torna dunque in Francia e diventa legittimo re d'Austrasia: ad attestarlo c'è un cartulario ufficiale datato 1° agosto 677 in cui viene nominato "Dagoberctus rex Francorum" (20).

Clicca per vedere: Karolus Augustus Fridericus Pertz 1872

Spiega de Mézeray che la figura di Dagoberto fu dimenticata per molti secoli e spesso confusa con quella dell'omonimo re Dagoberto I vissuto un secolo prima: "Questo principe restò sconosciuto per quasi mille anni, e le sue gesta vennero completamente ignorate o confuse con quelle di Dagoberto I. La storia avrebbe continuato a credere che fosse morto in un monastero irlandese, se i critici moderni - primo tra tutti Adrian de Valois - non l'avesse riportato alla luce dall'oscurità dei secoli tenebrosi e non avesse prodotto prove indiscutibili della sua esistenza" (21). Fa riferimento a de Valois anche padre Daniel, che scrive: "Dobbiamo a [Godefroy] Henschenius la rinascita della sua figura quando [...] ha riportato alla luce questo importante momento della nostra storia antica", aggiungendo in nota: "E' il signor Valois a rivendicare questa scoperta" (22).

In effetti in un libro dedicato ai tre diversi Dagoberto (23) Godefroy Henschenius (1600-1681) nel 1655 aveva per la prima volta distinto la figura del figlio di Sigeberto III da quelle degli altri due Dagoberto - l'uno suo antenato (Dagoberto I), l'altro pronipote (Dagoberto III).

Scrive ancora de Mézeray: "Il giovane Dagoberto regnò in un clima di pace e trascorse la vita nell'esercizio della pietà, raccogliendo reliquie, decorando le chiese e riconfermando le donazioni padre ai monasteri che aveva edificato suo padre" (24).

I vari autori ci hanno lasciato resoconti discordanti circa la morte del re. De Mézeray è dubitativo sin dal titolo del paragrafo in cui ne parla: "Si suppone che sia stato ucciso in una battaglia":

Ho letto in un autore di quei tempi che scoppiò una battaglia tra i re Thierry e Dagoberto nei pressi di Langres: da ciò qualcuno ha ipotizzato che Dagoberto vi perse la vita, dal momento che non si trova più nessuna notizia di lui da quell'anno in avanti, e si dice che il suo corpo venne portato a Rouen grazie alle cure caritatevoli di San Ouin e inumato nella chiesa di Saint Pierre, come riporta l'autore della biografia di questo arcivescovo (25).

Clicca per vedere: François Eudes de Mézeray 1685

Nel suo testo del 1687 de Mézeray racconterà la vicenda con toni simili, anche se ulteriormente dubitativi: "Dagoberto, caduto nelle mani dei suoi nemici, o per aver perso una battaglia, o per qualche altro incidente, venne ucciso. Il suo corpo venne portato a Rouen dove l'arcivescovo Ouin l'inumò nella chiesa di Saint Pierre. So bene che ci sono autori secondo cui visse ancora molto anni e che gli attribuiscono un figlio o più figli, ma ciò si basa a mio avviso su prove molto dubbie. Si ha notizia di un Dagoberto inumato a Stenai, in una chiesa innalzata a suo nome, dov'è onorato come martire. La sua leggenda vuole trattarsi di un re che venne assassinato in una foresta a due leghe di distanza da lì da suo figlioccio" (26).

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De Mézeray riporta l'esistenza di una chiesa dedicata a San Dagoberto a Stenay; l'autore è scettico sul fatto che si tratti dello stesso Dagoberto che ha governato sull'Austrasia: "Non può trattarsi dello stesso re di cui abbiamo parlato: esiste tuttavia qualche elemento che fa pensare si tratti di un membro della famiglia reale, ma si ignora di chi si tratti. Forse in futuro si scoprirà chi è" (27). Lo stesso dubbio è espresso da Alexandre Huguenin, che scrive: "Uno dei principali argomenti prodotti [contro l'ipotesi che sia lo stesso Dagoberto] è il fatto che Goffredo di Buglione, nel concedere il privilegio del priorato di San Dagoberto di Stenay ai religiosi di Gorze, non attribuisce mai al patrono della chiesa il titolo di Re" (28).

Secondo padre Daniel, Dagoberto venne ucciso "durante una caccia nella foresta di La Voivre" (29). Il Martyrologium Adonis è ancora più preciso, fissando l'omicidio al decimo giorno delle calende di gennaio, che Alexandre Huguenin fa corrispondere al 23 gennaio (30). Huguenin riporta anche un manoscritto anonimo scritto presso l'abbazia di Gorze in cui si racconta che Dagoberto morì sotto una quercia nei pressi di una fontana chiamata Aphays, ucciso da un figlioccio chiamato Grimoald (31).

In definitiva, non esistono fonti precise che ci consentano di capire dove e come morì Dagoberto II. La questione più importante e delicata, però, riguarda la discendenza di Dagoberto: ebbe dei figli? E in caso positivo, che fine fecero?

1.François de Belleforest, Les Chroniques et Annales de France dez l'origine des Francoys et leur venues es Gaules, Parigi: 1573 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 3, pp.7 e segg.)

2.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

3.Liber Historiæ Francorum cap. 43 cit. in Monumenta Germania Historica - Scriptorum Rerum Merovingicarum, Hannover: 1888, t.II, p.316. Il Liber riporta anche il nome di una figlia di Sigeberto III, chiamata Bilichilde (in t.V, nota 2, p.290).

4.Secondo Mézeray la morte sarebbe avvenuta il 1° febbraio 650 o lo stesso giorno del 654 in François Eudes de Mézeray, Abrégé chronologique de l'histoire de France, Lione: 1687 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 3, pp.17 e segg. e Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.32 e segg.).)

5.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

6.Liber Historiæ Francorum cap. 43 cit. in Monumenta Germania Historica - Scriptorum Rerum Merovingicarum, Hannover: 1888, t.II, p.316.

7.Si noti la discrepanza tra le due date: nel testo viene riportato l'anno 653, all'esterno del paragrafo l'anno 663. La data del 653 è verosimile soltanto se si accetta l'ipotesi precedentemente avanzata dallo stesso de Mézeray, secondo cui Sigeberto III sarebbe morto nel 650.

8.Jean du Tillet, Recueil des rois de France, leurs couronne et maisons. Ensemble, le rang des grands de France, Parigi: Mettayer, 1618 (disponibile su Gallica), p.31

9.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

10.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685, p.245

11.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

12.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685, p.245 e François Eudes de Mézeray, Abrégé chronologique de l'histoire de France, Lione: 1687 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 3, pp.17 e segg. e Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.32 e segg.)

13.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

14.Eddius Stephanus, Vita Wilfridi I episcopi eboracensis, ~700 cit. in Wilhelm Levison, Monumenta Germania Historica - Scriptorum Rerum Merovingicarum, vol.6, Hannover: 1913 (disponibile su Monumenta Germaniae Historica), p.170

15.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685, p.245

16.Jean du Tillet, Recueil des rois de France, leurs couronne et maisons. Ensemble, le rang des grands de France, Parigi: Mettayer, 1618 (disponibile su Gallica), p.31

17.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685, p.260

18.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685, p.261

19.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

20.Cit. in Karolus Augustus Fridericus Pertz, Diplomata regum Francorum e stirpe Merovingica, Hannover: 1872 (disponibile su Monumenta Germaniae Historica), t.I, cartulario 45, p.42.

21.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685, p.261

22.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

23.Godefroy Henschenius, De tribus Dagobertis francorum regibus diatriba, Anversa: 1655

24.François Eudes de Mézeray, Abrégé chronologique de l'histoire de France, Lione: 1687 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 3, pp.17 e segg. e Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.32 e segg.), p.261

25.François Eudes de Mézeray, Histoire de France, Parigi: 1685

26.François Eudes de Mézeray, Abrégé chronologique de l'histoire de France, Lione: 1687 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 3, pp.17 e segg. e Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.32 e segg.).

27.François Eudes de Mézeray, Abrégé chronologique de l'histoire de France, Lione: 1687 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 3, pp.17 e segg. e Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.32 e segg.)

28.Alexandre Huguenin, Histoire du Royaume Mérovingien d'Austrasie, Parigi: 1862 (disponibile su Google Books), p.457

29.Pere G. Daniel, Histoire de France depuis l'établissement de la monarchie françoise dans les Gaules, Parigi: 1722 (parzialmente riprodotto in Les Cahiers de Rennes-le-Château 5/6, pp.47 e segg.)

30.D. Georgius, Martyrologium Adonis, Roma: 1745, t.I, Martii, p.19 cit. in Alexandre Huguenin, Histoire du Royaume Mérovingien d'Austrasie, Parigi: 1862 (disponibile su Google Books), p.449.

31.Nouvelle histoire de Metz, manoscritto della biblioteca di Metz, t.I, p.57 cit. in Alexandre Huguenin, Histoire du Royaume Mérovingien d'Austrasie, Parigi: 1862 (disponibile su Google Books), p.451.

 

INDICE DELLA GUIDA

1. Dal Neolitico all'Età del Ferro

2. Iberici, Volci Tectosagi o Rèdoni?

3. I Celti e il cromleck di Rennes-les-Bains

4. La conquista romana

5. L'enigma della tomba del Grand Romain

6. Il tempio romano di Alet-les-Bains

7. La testa del Salvatore

8. La nascita della Settimania

9. Le poche vestigia del villaggio visigoto

10. Ipotesi sulla Rhedæ visigota

11. La dinastia Merovingia

12. Vita di Dagoberto II

13. Ci fu un Sigeberto IV?

14. Dagli Arabi ai Franchi: nascita della contea del Razès

15. Fondazione della cappella di Santa Maria

16. Consacrazione della cappella di Santa Maria

17. L'attacco aragonese e la crociata contro gli Albigesi

18. La ricostruzione del castello e di una seconda chiesa

19. L'ampliamento della chiesa di Santa Maria e la nuova dedica

20. La peste e l'attacco aragonese

21. L'unione con i d'Hautpoul e le guerre di religione

22. La cripta dei Signori d'Hautpoul

23. Il testamento "da leggere"

24. La morte di Marie de Négre e la fuga di Antoine Bigou

25. I restauri più urgenti e le due ispezioni

26. La nascita di Saunière e la visita di De la Bouillerie

27. Il "Secondo Impero" e la visita di Monsignor Leuillieux

28. La nuova sacrestia (1881-1883)

29. L'ispezione del Vicario Generale

30. L'arrivo di Saunière a Rennes-le-Château (1885)

31. Le elezioni legislative e l'esilio a Narbonne (1885-1886)

32. Il dono della contessa di Chambord (1886)

33. La ripavimentazione (1887)

34. La sostituzione delle vetrate (1887)

35. Il nuovo altare e il bassorilievo della Maddalena (1887)

36. Il primo ritrovamento (1887)

37. La Dalle des Chevaliers e il secondo altare (1887)

38. Il gruzzolo sotto l'altare della Vergine (1887)

39. Gli ultimi lavori prima della visita vescovile (1887)

40. La visita di monsignor Billard (1889)

41. La vecchia zia e la famiglia Dénarnaud (1889)

42. Il servizio ad Antugnac (1890)

43. Lo stratagemma degli scavi (1891)

44. La Madonna di Lourdes (1891)

45. Il pellegrinaggio a Puivert (1891)

46. La scoperta del sepolcro (1891)

47. Il secret di Saunière e il secret di Cros

48. La morte di Boulanger e i primi lavori nel cimitero (1891)

49. Il nuovo pulpito (1891)

50. Il bassorilievo all'ingresso della chiesa (1891)

51. La grotta di Lourdes (1891-1892)

52. Gli screzi con Alexandrine Marre Dénarnaud (1892)

53. I viaggi e le lettere prefirmate (1892)

54. La vendita delle messe (1892)

55. Il confessionale e la leggenda di Ignace Paris (1893)

56. L'inizio del traffico di messe (1893-1894)

57. I lavori nel giardino (1894)

58. I lavori nel cimitero (1895)

59. L'incendio nel giorno della Festa Nazionale (1895)

60. La contabilità del gennaio 1896

61. I lavori nel presbiterio (1896)

62. Il contratto con Giscard di Toulouse (1896)

63. I lavori nella chiesa e sulla piazzetta (1897)

64. Le decorazioni della chiesa (1897)

65. Il bassorilievo "Venez tous à moi" (1897)

66. Il demone e l'acquasantiera (1897)

67. La Via Crucis (1897)

68. Il fonte battesimale (1897)

69. Le statue e il GRAAL (1897)

70. La visita del vescovo Billard (1897)

71. Il calvario (1897)

72. La stanzetta segreta (1897)

73. Gli ultimi acquisti (1897-1898)

74. Un resoconto delle spese (1885-1898)

75. I conflitti con la famiglia (1897)

76. I viaggi a Lione e i presunti interessi per la fotografia (1897)

77. Il Personnat rifiutato (1899)

78. La concessione perpetua nel cimitero (1900)

79. Il grande progetto di Saunière

80. I lavori di costruzione (1899-1906)

81. La Tour Magdala

82. Villa Bethania

83. Il gruppo di lavoro

84. Un resoconto delle spese

85. I richiami di monsignor Billard (1901)

86. L'andamento economico

87. I richiami di monsignor Beuvain de Beauséjour (1903-1904)

88. La morte di Alfred Saunière (1905)

89. La legge di separazione tra Stato e Chiesa (1905)

90. La prima visita della S.E.S.A. (1905)

91. La lettera di Mathilde (1906)

92. Il primo testamento (1906)

93. Altri lavori di decorazione (1906-1908)

94. La seconda visita della S.E.S.A. (1908)

95. Il trasferimento a Coustouge e le dimissioni (1909)

96. La prima convocazione dal Vescovo (1909)

97. La nomina di don Marty e la violazione del divieto (1909)

98. Le due citazioni in tribunale (1910)

99. La condanna in contumacia e l'annullamento (1910)

100. Il questionario (1910)

101. Il memoriale (1910)

102. Il testo di difesa (1910)

103. La condanna (1910)

104. I tentativi di ricorso (1910-1911)

105. Il resoconto contabile (1911)

106. L'analisi della Commissione Saglio (1911)

107. La richiesta di chiarimenti (1911)

108. La relazione della Commissione Saglio (1911)

109. La sentenza definitiva (1911)

110. L'ultimo testamento (1912)

111. Richieste di prestito e spese varie (1913)

112. Lo strano chiosco (1914)

113. La Prima Guerra Mondiale (1915)

114. La morte di Saunière (1917)

Questa guida rappresenta la più vasta ricostruzione storico-documentaria ad oggi realizzata sull'enigma di Bérenger Saunière.

E' oggi considerata il punto di riferimento più serio e approfondito sulla storia di Rennes-le-Château.

© 2018 Mariano Tomatis Antoniono