Guida storica all’enigma di Rennes-le-Château

Le poche vestigia del villaggio visigoto

E’ sul lontano Danubio che prendono il via gli spostamenti che condurranno i Visigoti nella regione dell’antica Rennes-le-Château: nel 376, sotto la spinta degli Unni, i Visigoti chiedono ai romani di poter oltrepassare il fiume: l’imperatore Valente (328-378) concede le terre alla popolazione nordica imponendo il disarmo dei guerrieri. Una cattiva gestione di questo delicato momento provoca una rivolta del popolo appena accolto: sotto la guida di Fritigerno i Visigoti si uniscono agli Ostrogoti ed affrontano le truppe imperiali nella battaglia di Adrianopoli (378), uccidendo Valente e travolgendo l’esercito romano.

Ai Visigoti viene dunque concesso il controllo e la difesa della linea del Danubio. Insoddisfatti della sistemazione, i Visigoti entrano in Italia e – guidati da re Alarico (370-410) – stringono d’assedio Roma e la saccheggiano il 24 agosto 410. Alarico muore nello stesso anno e gli succede Ataulfo; sotto la guida del nuovo re, i Visigoti risalgono la penisola ed entrano in Gallia.

Nel 436 ottengono il controllo dell’intera Settimania. È a questo periodo che alcuni studiosi fanno risalire l’ipotetico arrivo nel Narbonese del tesoro del Tempio di Gerusalemme; trafugato nel anno 70 d.C. dalle legioni di Tito, era costituito, oltre che da molte ricchezze, dalla Menorah, il biblico candeliere a sette braccia, e venne collocato all’interno del tempio dedicato a Giove Capitolino a Roma. Il destino del tesoro è tuttora ignoto. C’è chi ipotizza che sia stato portato via dalle truppe d’Alarico durante il sacco di Roma, ma non è l’unica possibilità: potrebbe essere rimasto a Roma e poi inviato a Bisanzio, o ancora disperso o fuso.

Il periodo della dominazione visigota in Settimania è tra i più controversi nella storia dell’antica Rennes-le-Château. Esiste un profondo distacco tra le testimonianze archeologiche e la vasta letteratura sull’argomento.

Christian Raynaud è categorico:

Si deve purtroppo rilevare l’assenza totale di indizi di una presenza visigota a Rennes-le-Château. La dalle des chevaliers e il pilastro del vecchio altare non possono essere attribuiti ai Visigoti, aderendo piuttosto ai canoni artistici carolingi. I resti delle mura ancora visibili intorno al paese sono invece d’epoca romanica (dal X al XII secolo). […] A Rennes-le-Château alcune piccole necropoli […] sono allineate ai luoghi abitati; ciò rivela una certa resistenza delle popolazioni al cristianesimo. Niente di strano, d’altronde: l’area ai piedi dei Pirenei non conobbe il processo di cristianizzazione fino al VI secolo. Le decorazioni funerarie erano povere e non presentavano armi, mentre le tipiche sepolture dei guerrieri barbari comprendevano armamenti e gioielli. […] Ad oggi, nessuna fibula di origine visigota o franca è mai stata trovata sul territorio di Rennes-le-Château. Questa lacuna è coerente con la totale assenza di toponimi barbari nell’alta valle dell’Aude. Questi si concentrano piuttosto lungo l’antica frontiera tra i territori franchi e visigoti ad ovest di Carcassonne: Arzens, Pazens, Badens, Roullens, ecc. Al contrario, il 65% dei nomi dei villaggi dell’alta valle dell’Aude fino ad Axat presentano un’etimologia celtica o gallo-romana, escludendo qualunque insediamento visigoto. Tutto porta a credere che gli invasori visigoti non avessero trovato terre disponibili nelle Corbières e nell’alta valle dell’Aude. […] Cosa resta, dunque, della Rennes-le-Château quale ‘capitale visigota’? Una leggenda1.

Gli unici elementi che “potrebbero” appartenere all’epoca visigota sono frammenti di fortificazioni che circondano il villaggio. Raynaud cita ad esempio “la porzione di un muro a secco appartenente ad una torre a base circolare”2. La fattura dell’elemento architettonico consentirebbe di datarlo all’Alto Medioevo, e Raynaud non esclude che si possa trattare di una fortificazione visigota. Trattandosi dell’unica testimonianza di un edificio di difesa, lo si può attribuire ad un periodo di instabilità – forse eretta dalle popolazioni locali per difendersi dall’arrivo dei Visigoti o dalla successiva invasione saracena del VIII sec. Ciò che si può affermare con buona approssimazione è il fatto che l’antico oppidum romano era stato cinto di mura per difendersi da qualche minaccia esterna.

1. Jean Fourié, L’Histoire de Rennes-le-Château antérieure à 1789, Esperaza: Editions Jean Bardou, 1984, pp. 30-32.
2. Fourié 1984, p. 32.

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2. Iberici, Volci Tectosagi o Rèdoni?

3. I Celti e il cromleck di Rennes-les-Bains

4. La conquista romana

5. L’enigma della tomba del Grand Romain

6. Il tempio romano di Alet-les-Bains

7. La testa del Salvatore

8. La nascita della Settimania

9. Le poche vestigia del villaggio visigoto

10. Ipotesi sulla Rhedæ visigota

11. La dinastia Merovingia

12. Vita di Dagoberto II

13. Ci fu un Sigeberto IV?

14. Dagli Arabi ai Franchi: nascita della contea del Razès

15. Fondazione della cappella di Santa Maria

16. Consacrazione della cappella di Santa Maria

17. L’attacco aragonese e la crociata contro gli Albigesi

18. La ricostruzione del castello e di una seconda chiesa

19. L’ampliamento della chiesa di Santa Maria e la nuova dedica

20. La peste e l’attacco aragonese

21. L’unione con i d’Hautpoul e le guerre di religione

22. La cripta dei Signori d’Hautpoul

23. Il testamento "da leggere"

24. La morte di Marie de Négre e la fuga di Antoine Bigou

25. I restauri più urgenti e le due ispezioni

26. La nascita di Saunière e la visita di De la Bouillerie

27. Il "Secondo Impero" e la visita di Monsignor Leuillieux

28. La nuova sacrestia (1881-1883)

29. L’ispezione del Vicario Generale

30. L’arrivo di Saunière a Rennes-le-Château (1885)

31. Le elezioni legislative e l’esilio a Narbonne (1885-1886)

32. Il dono della contessa di Chambord (1886)

33. La ripavimentazione (1887)

34. La sostituzione delle vetrate (1887)

35. Il nuovo altare e il bassorilievo della Maddalena (1887)

36. Il primo ritrovamento (1887)

37. La Dalle des Chevaliers e il secondo altare (1887)

38. Il gruzzolo sotto l’altare della Vergine (1887)

39. Gli ultimi lavori prima della visita vescovile (1887)

40. La visita di monsignor Billard (1889)

41. La vecchia zia e la famiglia Dénarnaud (1889)

42. Il servizio ad Antugnac (1890)

43. Lo stratagemma degli scavi (1891)

44. La Madonna di Lourdes (1891)

45. Il pellegrinaggio a Puivert (1891)

46. La scoperta del sepolcro (1891)

47. Il secret di Saunière e il secret di Cros

48. La morte di Boulanger e i primi lavori nel cimitero (1891)

49. Il nuovo pulpito (1891)

50. Il bassorilievo all’ingresso della chiesa (1891)

51. La grotta di Lourdes (1891-1892)

52. Gli screzi con Alexandrine Marre Dénarnaud (1892)

53. I viaggi e le lettere prefirmate (1892)

54. La vendita delle messe (1892)

55. Il confessionale e la leggenda di Ignace Paris (1893)

56. L’inizio del traffico di messe (1893-1894)

57. I lavori nel giardino (1894)

58. I lavori nel cimitero (1895)

59. L’incendio nel giorno della Festa Nazionale (1895)

60. La contabilità del gennaio 1896

61. I lavori nel presbiterio (1896)

62. Il contratto con Giscard di Toulouse (1896)

63. I lavori nella chiesa e sulla piazzetta (1897)

64. Le decorazioni della chiesa (1897)

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66. Il demone e l’acquasantiera (1897)

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