Guida storica all’enigma di Rennes-le-Château

Il bassorilievo "Venez tous à moi" (1897)

Sulla parete ovest, al fondo della chiesa, una serie di operai montano l’opera più voluminosa: il grande complesso del Cristo che predica alla folla, cui il costruttore Giscard farà riferimento nella sua fattura col nome di "Venez tous à moi" ("Venite tutti a me").

Il bassorilievo "Venez tous à moi"

L’iscrizione in francese che si trova alla base della struttura è una citazione tratta dal Vangelo di Matteo 11,28: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò". La frase è divisa in tre parti:

VENEZ A MOI
VOUS TOUS QUI SOUFFREZ ET ETES ACCABLES
ET JE VOUS SOULAGERAI

Posizione del bassorilievo

Alla sommità del complesso statuario, Cristo sta pronunciando la frase in questione. Due donne ai lati di Gesù sono in atteggiamento di implorazione. Dietro alla donna a destra, un uomo ha le mani giunte in preghiera. Più in basso, un uomo e una donna osservano Gesù: lei ha le mani sul ventre, come se fosse incinta, e lui la sorregge. A sinistra un paralitico si regge su una gruccia e solleva la mano sinistra verso Cristo. Di fronte a lui, due bambini stanno pregando. Più in basso, una donna con una bambina e un neonato sembra volerli affidare a Gesù con un gesto. Si tratta di una rappresentazione del tutto coerente con le varie afflizioni e sofferenze cui fa riferimento il Vangelo. Sul muro di fondo, gli operai di Georges Castex dipingono un paesaggio collinare con alcuni edifici e qualche albero. In lontananza si scorge una vecchia signora che si regge sul bastone: sembra che stia anch’ella cercando di avvicinarsi alla piccola folla intorno a Cristo. Sebbene i dettagli dello sfondo siano appena accennati, non è da escludere che Castex (forse per volontà di Saunière) intendesse rappresentare le colline intorno a Rennes1, rafforzando ulteriormente l’effetto trompe l’oeil; in questo non si discosterebbe da una lunga tradizione che, all’interno delle chiese, ha ritratto i personaggi biblici immersi in luoghi ispirati agli ambienti circostanti, in modo da "avvicinare" in modo simbolico ai fedeli le principali figure della fede cristiana. Il pittore intende in questo modo coinvolgere lo spettatore descrivendo le vicende con l’immediatezza di una cronaca.

Particolari del paesaggio sullo sfondo

Ciò è particolarmente evidente in quasi tutta l’arte rinascimentale, dove le scene evangeliche avvengono "in contemporanea" all’epoca del dipinto. L’effetto complessivo è disturbante, perché generalmente Gesù e gli altri santi hanno tuniche e vesti "all’antica", mentre i personaggi di contorno vestono abiti contemporanei e le architetture nelle quali si svolgono le scene appaiono della stessa epoca del dipinto. Non è raro che all’interno dei dipinti compaia anche il committente, e in molti casi gli interni delle case e i paesaggi non simulano affatto l’antica Palestina. Un esempio per tutti è quello della piccola chiesa di Santa Elisabetta in provincia di Torino, al cui interno compare un dipinto che rappresenta l’incontro della Madonna con Elisabetta: sullo sfondo è ritratta in modo perfettamente riconoscibile la chiesa che custodisce il dipinto stesso; è da escludere, nei pittori di queste opere, l’intenzione di "suggerire" in modo simbolico una reale presenza in quei luoghi, nel passato, dei personaggi ritratti.

Uno dei particolari che ha maggiormente ispirato la fantasia dei ricercatori è il sacco che si trova ai piedi della collina, sul lato sinistro della struttura. È chiuso da una corda, ma mostra un taglio su un lato. Chi aveva ascoltato le omelie domenicali di Saunière ne coglieva al volo il significato allegorico; il 22 giugno 1890, ad Antugnac, il sacerdote aveva raccontato la vita di santa Germana (1579?-1601), personaggio molto venerato nella regione, la cui statua verrà installata sette anni dopo a pochi passi dal complesso statuario all’interno della chiesa di Santa Maddalena. Nata a Pibrac, villaggio a 15 km da Toulouse, aveva una malformazione congenita al braccio destro ed una costituzione molto gracile; pur malata di scrofolosi, fu costretta sin da bambina a pascolare le pecore. I racconti della sua vita sono densi di disgrazie, ed è ricordata per la particolare umiltà con cui accettò la sua umile condizione. Il fervore religioso la rese catechista spontanea dei contadini più poveri, cui spesso portava da casa delle pagnotte per sfamarli. Un giorno d’inverno, dopo aver riempito il grembiule di pane, fu scoperta e rimproverata dai genitori. È Saunière a raccontare: "Viene aperto il grembiule di Germana; ma al posto del pane che si credeva di trovare, non cadono per terra che fiori uniti in mazzetti, pur in una stagione in cui la terra non ne produceva alcuno. Ecco che Dio rinnova, per questa povera fanciulla, il miracolo che già aveva operato in favore di Santa Elisabetta, duchessa di Turingia, e confonde con lo stesso mezzo la malizia dei suoi implacabili nemici"2.

A sinistra, il sacco da cui esce il pane. A destra, particolare di Santa Germana

Il sacco da cui fuoriesce il pane ai piedi della montagna fiorita rappresenta, dunque, il miracolo di Santa Germana3, né è da escludere un possibile riferimento della collina "fiorita" (in francese "fleurie") ai conti de Fleury, che potrebbero aver finanziato parte dei lavori.

Più curioso è una sorta di capitello corinzio inclinato che si trova ai piedi della collina, sul lato destro; potrebbe forse rappresentare la "testa" del pilastro in cui dieci anni prima trovò informazioni sul luogo del piccolo gruzzolo nascosto da Bigou? O si riferisce a qualche particolare rovina antica?

A sinistra, particolare del capitello dipinto. A destra, capitello della colonnina di legno di proprietà Captier/Corbu.

Il simbolismo della collina su cui Gesù sta predicando può essere letto in diversi modi; Jacques Rivière suggerisce che potrebbe essere ispirato alla Santa Collina nei pressi del santuario di Nostra Signora del Buon Soccorso di Puivert: Saunière l’avrebbe fatta rappresentare con il ricordo ancora vivo del pellegrinaggio di sei anni prima nel villaggio in questione, che avrebbe dato il via alle grandi opere di recupero della chiesa di Rennes-le-Château. Una delle invocazioni alla Madonna del Buon Soccorso ricorda molto da vicino l’immagine riprodotta: "Nostra Signora del Buon Soccorso, proteggi Puivert e i suoi dintorni, veglia su tutti noi. Da Te, Buona Madre, il povero afflitto spera di essere alleviato dai suoi mali, e al malato tu restituisci la salute. Chi ti implora viene presto esaudito"4. Secondo Rivière, il parroco di Rennes-le-Château avrebbe qui rappresentato alcune delle guarigioni avvenute per intercessione della Madonna negli anni precedenti; tra i casi citati c’è un bambino guarito dall’epilessia, una donna che nel 1891 guarì da una malattia alle ossa delle gambe, un uomo da un’atrofia delle membra, un altro nel 1893 da un tumore agli occhi. Scrive l’autore francese: "Questo affresco […] rappresenta il Sacro Cammino verso un grande santuario nell’Aude scoperto dall’abate Saunière nel 1891.

Questa Collina Santa che anche Saunière vuole ’fabbricare’ a Rennes, sarà un luogo di miracoli dove gli afflitti saranno sollevati, gli oppressi consolati, i malati guariti"5. L’abate Cuguillère di Puivert era stato chiamato "prete venerato, strumento della bontà divina" per le sue opere di restauro e valorizzazione del santuario di Puivert.

Anche Saunière si sente investito dalla missione divina di mettere la chiesa sotto la protezione di Nostra Signora del Buon Soccorso oltre che a Maria Maddalena. Scrive ancora Rivière: "L’abate Saunière, cogliendo le straordinarie similitudini del paese di Rennes con la Terra privilegiata del Kercorb [come veniva chiamata la zona dell’Aude occidentale], si sente soggiogato, trasformato, trasportato sui piani di una divina Provvidenza che eleggerà anche lui al rango di prim’ordine di una ’Missione Divina’. Metterà tutte le sue forze nel rinnovamento del suo santuario di Rennes, che importa con quali mezzi? Conterà soltanto il successo dell’opera per la quale si appellerà alla collaborazione dei fedeli di qui e di altrove. Anche Rennes diventerà una ’Terra privilegiata’"6.

Pierre Jarnac concorda con Rivière, riprendendo uno dei documenti che Saunière scriverà negli anni successivi, dove annuncerà il suo desiderio di fare di Rennes-le-Château un luogo di ritiro per sacerdoti in pensione: "È la più grande bontà ad ispirare a Saunière la posa di quella rappresentazione evangelica e a giustificare le sue spese per la costruzione della torre e della villa. All’epoca, quando ancora non poteva avere che in progetto tali costruzioni, l’abate Saunière ne conosceva già la loro destinazione: ne avrebbe fatto un riparo per i poveri e i diseredati. Per le persone senza mezzi. Si sa, in effetti, che intendeva fare dei suoi possedimenti a Rennes una casa di ritiro per preti ’anziani e infermi’. L’allegoria dell’affresco del Monte delle Beatitudini è interamente consacrato a questa impresa"7.

1. Secondo Jarnac, invece, si tratterebbe di Bethania e Magdala.
2. Bérenger Saunière, Mon Enseignement à Antugnac, Bélisane, Nizza 1984, p. 48.
3. Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, Bélisane, Nizza 1985, p. 162.
4. Jacques Rivière, Le fabuleux trésor de Rennes-le-Château, Bélisane, Nizza 1983, p. 103.
5. Rivière 1983, p. 105.
6. Rivière 1983, p. 111.
7. Jarnac 1985, p. 162.

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24. La morte di Marie de Négre e la fuga di Antoine Bigou

25. I restauri più urgenti e le due ispezioni

26. La nascita di Saunière e la visita di De la Bouillerie

27. Il "Secondo Impero" e la visita di Monsignor Leuillieux

28. La nuova sacrestia (1881-1883)

29. L’ispezione del Vicario Generale

30. L’arrivo di Saunière a Rennes-le-Château (1885)

31. Le elezioni legislative e l’esilio a Narbonne (1885-1886)

32. Il dono della contessa di Chambord (1886)

33. La ripavimentazione (1887)

34. La sostituzione delle vetrate (1887)

35. Il nuovo altare e il bassorilievo della Maddalena (1887)

36. Il primo ritrovamento (1887)

37. La Dalle des Chevaliers e il secondo altare (1887)

38. Il gruzzolo sotto l’altare della Vergine (1887)

39. Gli ultimi lavori prima della visita vescovile (1887)

40. La visita di monsignor Billard (1889)

41. La vecchia zia e la famiglia Dénarnaud (1889)

42. Il servizio ad Antugnac (1890)

43. Lo stratagemma degli scavi (1891)

44. La Madonna di Lourdes (1891)

45. Il pellegrinaggio a Puivert (1891)

46. La scoperta del sepolcro (1891)

47. Il secret di Saunière e il secret di Cros

48. La morte di Boulanger e i primi lavori nel cimitero (1891)

49. Il nuovo pulpito (1891)

50. Il bassorilievo all’ingresso della chiesa (1891)

51. La grotta di Lourdes (1891-1892)

52. Gli screzi con Alexandrine Marre Dénarnaud (1892)

53. I viaggi e le lettere prefirmate (1892)

54. La vendita delle messe (1892)

55. Il confessionale e la leggenda di Ignace Paris (1893)

56. L’inizio del traffico di messe (1893-1894)

57. I lavori nel giardino (1894)

58. I lavori nel cimitero (1895)

59. L’incendio nel giorno della Festa Nazionale (1895)

60. La contabilità del gennaio 1896

61. I lavori nel presbiterio (1896)

62. Il contratto con Giscard di Toulouse (1896)

63. I lavori nella chiesa e sulla piazzetta (1897)

64. Le decorazioni della chiesa (1897)

65. Il bassorilievo "Venez tous à moi" (1897)

66. Il demone e l’acquasantiera (1897)

67. La Via Crucis (1897)

68. Il fonte battesimale (1897)

69. Le statue e il GRAAL (1897)

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