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LA CRIPTA DEI SIGNORI D'HAUTPOUL
Ogni casato nobiliare manteneva, nei propri archivi, gli atti che documentavano la propria genealogia. Lo studioso René Descadeillas ricostruì con precisione le dinastie che ressero il castello di Rennes, avendo potuto accedere ad una documentazione che risaliva fino all'XI secolo. Tra i vari documenti, uno in particolare era andato perduto: si trattava del testamento di François-Pierre d'Hautpoul, registrato il 23 novembre 1644 da un notaio di Espéraza di nome Captier.
Nel 1646 vennero eseguiti alcuni lavori di ristrutturazione sulla chiesa di Santa Maddalena per riparare i danni subiti quasi un secolo prima durante le "Guerre di religione", e su una pietra venne inciso l'anno in corso. Tracce di questi lavori sono ancora visibili sulla sommità delle pareti esterne; la pietra incisa è ancora oggi visibile accanto all'ingresso della chiesa.
La pietra nei pressi del portale
È forse in quest'occasione che accanto alla chiesa, lungo un ideale prolungamento ad ovest, viene innalzato un edificio che avrà la funzione di presbiterio (1).
Il 24 aprile 1695, il signore di Rennes, Henri d'Hautpoul firmò un testamento da cui si deduce che la chiesa di Santa Maddalena aveva mantenuto, sin dalla sua costruzione, il ruolo di sepolcro dei nobili del luogo. Scrisse infatti:
Desidero che dopo il mio decesso, il mio corpo sia inumato nella chiesa parrocchiale di Rennes, tomba dei miei predecessori (2).
Anche un registro coevo, su cui erano riportate le attività parrocchiali, documentava la presenza di una cripta; vi si legge, infatti:
Nell'anno 1705, il trentesimo giorno di marzo è morta, nel castello del luogo, Madame Anne Delsol, di circa settantacinque anni, vedova di messer Marc Antoine Dupuy, signore di Pauligne, ex tesoriere nella circoscrizione di Montpellier. […] È stata inumata il trentuno del mese stesso, nella chiesa del luogo, nel sepolcro dei Signori che si trova nei pressi del balaustro (3).
...auprés du Balustre...
E ancora:
L'anno 1724, il 24 ottobre è deceduto in Rennes, nella diocesi di Alet, il nobile Messer Henry du Fernet, luogotenente colonnello di cavalleria del reggimento di Ruftège, dopo aver ricevuto i sacramenti [...] è stato inumato nella chiesa del luogo nella tomba dei signori (4).
Il registro è molto preciso, anche sulla collocazione "nei pressi del balaustro" della cripta; la parola "balaustro" fa riferimento ad un pilastrino, e nel linguaggio dei mastri muratori indicava la colonnetta alla base di una scala. Lo studio più accurato sulla posizione della scala di accesso alla cripta è di Paul Saussez. L'architetto ha trovato a St.Guilhem-le-Désert, l'abbazia le cui decorazioni sono identiche a quelle della chiesa di Rennes, molte bifore sostenute da un pilastrino. La sua ipotesi è che anche nella chiesa di Santa Maddalena, una delle aperture laterali fosse bifora e consentisse l'accesso ad un sepolcro sotterraneo; l'entrata sarebbe stata protetta da una ringhiera metallica e da un piccolo cancelletto sui due lati del pilastrino.
Una bifora di St.Guilhem-le-Désert
L'ultima sepoltura registrata è del 1724. Furono probabilmente una serie di eventi funesti a spingere i d'Hautpoul a sigillare il sepolcro.
Nel 1732, François d'Hautpoul di Rennes (1689-1753) aveva sposato una giovane orfana, Marie de Nègre d'Ables (1714-1781). L'11 febbraio 1739 era morto Blaise d'Hautpoul, signore di Saint Just e zio di François; quest'ultimo era l'erede designato per la successione in linea diretta, ma solo ad una condizione: se non avesse lasciato eredi maschi, la successione sarebbe passata al cugino Pierre d'Hautpoul, del ramo di Seyres.
L'8 marzo 1739 morì, in giovanissima età, l'unico figlio maschio di François, Joseph d'Hautpoul (1737-1739) (5).
Lapide di Joseph d'Hautpoul (1737-1739) esposta nel museo di Rennes
Le speranze vennero tutte rivolte al bambino che in quel momento stava per nascere; un maschio sarebbe stato una benedizione per la famiglia. Nacque invece una bambina, la terza e ultima figlia, Gabrielle (6).
Secondo Saussez
è possibile che la funesta catena di eventi, che vedono l'estinzione del ramo principale degli Hautpoul, abbia potuto convincere François d'Hautpoul a far sigillare la tomba, poiché non sarebbe più stata la sepoltura dei signori di Rennes, e far murare la cripta, della quale non avrebbe più potuto assicurare la custodia.
In effetti François, morto nel 1753, non verrà sepolto a Rennes ma a Limoux (7).
La necessità di chiudere il sepolcro fece intraprendere una serie più ampia di lavori. Risalgono al 1740 alcuni interventi di riparazione della chiesa, che venne dotata di vario mobilio in legno di noce: una balaustra per la comunione, dei gradini e un pulpito. Accanto alle finestre vengono collocate una serie di croci di legno (8).
Una targa sulla facciata meridionale del campanile testimonia che questo fu rialzato nello stesso anno. Da una delle sue facciate spunta una colonna che esce per qualche decina di centimetri dirigendosi verso l'alto; secondo Saussez, la colonna inserita trasversalmente sarebbe simbolo della morte di un bambino: nel caso specifico, farebbe riferimento a Joseph d'Hautpoul (9). Forse si tratta proprio del "balaustro" di cui parla il registro parrocchiale.
La colonnina fatta inserire in diagonale nel campanile
Smantellata la bifora, si formò una nicchia ai cui piedi si trovava la scala d'accesso che doveva essere murata. Il modo più semplice per farlo era quello di coprire l'intero spazio ai piedi della nicchia con una lastra di pietra. Ma di quale nicchia si trattava?
Osservando dall'alto la pianta della chiesa, si notano - in corrispondenza della navata principale - cinque pilastri che delimitano quattro archi sui lati settentrionale e meridionale; gli archi trasmettono ai pilastri gran parte del carico della volta, consentendo di alleggerire i muri, eventualmente con con la creazione di aperture, finestre o semplici nicchie. La porta di ingresso sul fondo e quella riservata ai Signori (oggi è la porta della sacrestia), entrambe aperte sul muro meridionale, costituiscono due esempi di questi alleggerimenti.
Secondo Saussez, la nicchia dalla quale si accedeva al sepolcro si trovava nell'ultima travatura della parete nord, di fronte alla porta dei Signori.
A sinistra: planimetria della chiesa attuale. Le ultime travature in alto non sono allineate alle altre. A destra: planimetria della chiesa durante il XVII sec. Le travature erano allineate, il rettangolo blu indica l'ingresso alla cripta, murato da Bigou con l'altare della Vergine. Saunière sfrutterà lo spazio per ricavarvi la scala del nuovo pulpito, inoltre farà raddoppiare il muro.
Qui, il cappellano dei d'Hautpoul, Jean Bigou (1702-1776), parroco del paese dal 1736, fece installare un altare laterale dedicato alla Vergine Maria, costituito da una lastra di 200 cm x 58 cm (10), proprio sopra la lastra che chiudeva l'accesso alla scala, nascondendola definitivamente.
1.I lavori non dovevano essere stati fatti particolarmente bene, perché già nel 1725 si trovava in pessime condizioni e doveva essere sottoposto a lavori di ristrutturazione. Vedi Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, Nice: Bélisane, 1985, p.111.
2.Trascrizione di René Descadeillas, fondo Alain Féral, cit. in Paul Saussez, Au tombeau des seigneurs (su CDRom), ArkEos, 2004, slide 51
3.Claire Corbu, Antoine Captier, L'héritage de l'Abbé Saunière, Nice: Bélisane, 1995, p.271
4.Claire Corbu, Antoine Captier, L'héritage de l'Abbé Saunière, Nice: Bélisane, 1995, p.271
5.Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, Nice: Bélisane, 1985, p.112 e Paul Saussez, Au tombeau des seigneurs (su CDRom), ArkEos, 2004, slide 10
6.I quattro figli sono dunque Marie d'Ausillon (1733-?), Marie Anne-Elisabeth de Rennes (1735-1820), Joseph (1737-1739) e Marie-Gabrielle de Blanchefort (1739-?)
7.Paul Saussez, Au tombeau des seigneurs (su CDRom), ArkEos, 2004, slide 10
8.Pierre Jarnac, Histoire du Trésor de Rennes-le-Château, Nice: Bélisane, 1985, p.112
9.Paul Saussez, Au tombeau des seigneurs (su CDRom), ArkEos, 2004, slide 81
10."Visite pastorale faite par Monseigneur Leuillieux dans la Paroisse de Rennes-le-Château", 1876, p.6 (ora in Patrick Mensior, Parle-moi de Rennes-le-Château, 1 (marzo 2004), p.41)
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